Ormai Trump me lo sogno di notte, tale è l’ossessiva insistenza dei media nel parlare del nuovo presidente americano, diventato in pochi giorni lo Spauracchio planetario, l’incubo di tutte le diplomazie europee. L’accanimento di molti media italiani ed europei verso il nuovo presidente americano mi fa venire alla mente la protagonista di un film di Ozpetek, che, dopo aver sacrificato la propria carriera per amore, scopre che il marito da lei idolatrato l’aveva sempre tradita, oltretutto con un altro uomo. D’altra parte, diffidente come sono verso l’obiettività del nostro sistema informativo, ho dato un’occhiata alle pagine di vecchi giornali e ho scoperto che è stato il democratico Kennedy a iniziare la guerra del Vietnam (3 milioni di morti), che le dittature latino-americane torturavano e facevano sparire decine di migliaia di giovani anche durante le presidenze democratiche, che è stato il buon Obama a promuovere la guerra in Siria nel 2011 (1 milione di mori e milioni di profughi) e, infine, che decine di bombardamenti e di colpi di stato sono stati effettuati anche sotto i presidenti democratici. E’ pur vero che è stato Trump a sdoganare l’idea della pulizia etnica in Palestina, ma è stato Biden ad assecondare l’eccidio della popolazione di Gaza. Certo, è cambiato lo stile, prima si compiva qualunque nefandezza in nome della democrazia, adesso questi nuovi protagonisti della politica mondiale ostentano aggressività e inneggiano senza alcuna reticenza alla supremazia del proprio Paese, con toni neppur troppo velatamente razzisti. Qualcosa di simile accade nel caso di un altro capo di stato molto discusso, e cioè Benjamin Netanyahu, indicato da molti come l’unico responsabile delle disgrazie del popolo palestinese. Questo atteggiamento dei mass media mi ricorda quegli storici che attribuivano lo sterminio di ebrei, russi ed altri popoli esclusivamente a Hitler e alla sua più intima cerchia di collaboratori, assolvendo così il resto della Germania e del popolo tedesco. Eppure quando nel 1948 furono espulsi dalle loro terre centinaia di migliaia di palestinesi non c’era certamente Netanyahu. E non c’ era neanche nel 1982, quando a Sabra e Chatila furono massacrati 3.000 civili palestinesi praticamente inermi, e neppure nel 2006 quando Gaza fu bombardata con bombe al fosforo per settimane, con un saldo di un migliaio di morti. Idem come sopra quando Israele ha iniziato a colonizzare i territori occupati della Cisgiordania imponendo ai palestinesi un regime di apartheid, confiscando le loro terre, distruggendo case e infrastrutture e chiudendo migliaia di persone in carceri dove non entra mai un rappresentante di qualsivoglia organizzazione umanitaria. Con ciò non voglio certo assolvere questo signore dalle sue responsabilità, ma solo insinuare il dubbio che non sia l’unico responsabile dell’eccidio ancora in corso in terra di Palestina; che forse lo stato di Israele, in quanto tale, sin dalla sua nascita, si sia posto la mission di espellere tutto il popolo palestinese da quei territori. Per cui mi chiedo: sono questi due signori delle schegge impazzite di sistemi fondamentalmente sani, come vorrebbero molti media italiani ed europei, o piuttosto non sono che l’espressione più genuina e autentica dei rispettivi paesi? In poche parole persone in grado di interpretare il profondo sentire dei loro popoli e di rappresentare egoisticamente gli interessi delle rispettive nazioni senza ipocrisie ed infingimenti.
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“Trump me lo sogno di notte, ma c’è da chiedersi: è solo lui il responsabile dei conflitti?”
Ormai Trump me lo sogno di notte, tale è l’ossessiva insistenza dei media nel parlare del nuovo presidente americano, diventato in pochi giorni lo Spauracchio planetario, l’incubo di tutte le diplomazie europee. L’accanimento di molti media italiani ed europei verso il nuovo presidente americano mi fa venire alla mente la protagonista di un film di…

