È un’Olbia double face quella che si appresta ad affrontare il Savoia, l’ambiziosa squadra di Torre Annunziata tanto cara al principe Emanuele Filiberto. C’è il lato sportivo e quello legato alla gestione del club. Partiamo dal primo. I campani sono sbarcati in città con la baldanza di chi sa di poter proseguire nel momento favorevole. Per confermare il loro stato d’animo, hanno documentato su Tik Tok l’arrivo nell’albergo sul lungomare, inquadrando anche le belle camere che accoglieranno atleti, dirigenti e staff, e dichiarando che “la partita è difficile, ma noi siamo carichi”. Già, con tre vittorie di fila, e una classifica che non ammette discussioni – 42 punti, frutto di 12 successi pieni, 6 pareggi e 9 sconfitte, con 34 gol fatti e 29 subìti -, il Savoia non nasconde che il suo obiettivo sono i play off, del resto a un tiro di schioppo. Anche l’allenatore dell’Olbia ha confermato che “i nostri avversari amano giocare al calcio, un po’ come noi, e cercheranno di proseguire nella loro striscia positiva, ma noi non dobbiamo permetterglielo”. Del resto anche i bianchi hanno messo insieme tre vittorie consecutive, prima della sosta “che ci ha consentito – ha rimarcato il tecnico – di riprendere fiato e di recuperare qualche acciaccato. Maspero e Costanzo hanno recuperato, si sono allenati con il gruppo e domani vedremo se saranno in condizioni di essere della partita, altrimenti chi li sostituirà sono sicuro che saprà farsi valere” Dunque, le premesse per assistere a un match piacevole, all’insegna del motto… “Indietro Savoia”, ci sono tutte. Senza anticipare nulla sullo schieramento, il mister olbiese ha fatto capire che manderà in campo la stessa squadra che di recente gli ha dato soddisfazioni e punti. “Stiamo bene – ha sottolineato -, il gruppo è coeso, se c’è qualche frizione è normale, ma tutto finisce in un attimo perché il nostro obiettivo, in queste sette gare che mancano alla fine della stagione, dev’essere centrato in fretta, anche se non ci poniamo limiti. Play off? Mai dire mai, ma mi sembra che quel traguardo sia lontano, molto lontano”.
Dicevamo dei due volti. L’altro è quello societario. E qui siamo alle solite. Giovedì era giorno di paga, e i calciatori (al pari degli altri dipendenti del club) hanno preso atto di non aver ricevuto il bonifico dello stipendio. Hanno protestato con il direttore tecnico Manuel Gonzalez che fino a ieri era un compagno di squadra e oggi svolge la difficile mansione del trait d’union tra calciatori e proprietà. La protesta è durata poco, e si è placata perché si sarebbe trattato (secondo la versione ufficiale) di un ritardo: tutto si dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) risolvere “entro la prossima settimana”. In attesa di quella data, però, c’è qualcosa che non quadra nella struttura del club. Un esempio? Da alcune settimane manca da Olbia il capo della comunicazione (assente anche durante le ultime conferenze stampa di pre e post gara) e ieri lo stesso Massimiliano Varrucciu, da noi interpellato per avere qualche ragguaglio e qualche foto della (lodevole) iniziativa di donare ai piccoli pazienti del reparto di pediatria dell’ospedale Giovanni Paolo II dei gadget e dei palloni e di consentire il libero accesso allo stadio anche alle loro famiglie, ha dichiarato candidamente di “non saper nulla dell’iniziativa” che è stata resa possibile grazie a un accordo con l’Asl Gallura. Lo stesso Varrucciu, però, ha inviato ai giornalisti la comunicazione della conferenza stampa di oggi da parte del tecnico. Insomma, è ancora lui l’addetto stampa oppure no? Non è passato inosservato poi un articolato post su Facebook di Gavino Murrighile, titolare di una struttura che ospita un ufficio dell’Olbia nel quale l’Enel avrebbe slacciato la corrente per morosità, e più volte a dir poco comprensivo nei confronti della proprietà. Nel suo post, Murrighile lancia accuse precise e anche questo fatto la dice lunga sul clima non certo favorevole ai massimi dirigenti della società. Ma questo, con i tre punti in palio contro il Savoia, c’entra poco o nulla.

