Nizzi si avvicina al ventennio e il Pd si ricompatta. Così almeno sembra, a sentire il folto numero dei dirigenti Dem che stamattina, sotto l’egida del saggio Giuseppe Meloni (anche nella sua veste di presidente regionale del partito), ha radunato i cronisti per comunicare all’universo mondo che è partita la campagna per la (ri)conquista di Olbia. Mettendo da parte la vocazione a dividersi – che spesso ha generato e genera la vocazione a perdere -, dopo la bellezza di dodici anni si ricompone il gruppo consiliare fino a oggi disperso in tre rivoli diversi. Disastroso retaggio delle ultime elezioni comunali che avevano visto Settimo Nizzi prevalere su Augusto Navone anche (forse, soprattutto) in seguito alla sciagurata e innaturale alleanza con uno schieramento di destra (guidato da Fedele Sanciu e Gigi Carbini) che non voleva saperne di sostenere ancora l’attuale dominus della città di Olbia. “Abbiamo vinto le elezioni regionali – racconta in apertura il leader Giuseppe Meloni -, il sindaco di Sassari è espressione del Pd, come partito abbiamo contribuito a eleggere il primo cittadino di Cagliari, a Nuoro il centrosinistra sta ritrovando l’unità e si propone seriamente come guida della città, ad Alghero abbiamo prevalso noi”. Insomma, fa capire il vicepresidente della Regione, all’appello manca solo Olbia dopo aver smontato la tesi secondo la quale Settimo Nizzi sarebbe imbattibile nella fortino gallurese di Forza Italia, vista la scarsa differenza di voti nelle due ultime elezioni comunali tra lui e i competitor (Carlo Careddu e Augusto Navone). “A Milano – prosegue l’assessore regionale -, città nella quale non manca di certo l’elettorato moderato, il sindaco appartiene allo schieramento di centrosinistra. Ecco, Olbia, città viva e vivace, l’unica in crescita, è come la Milano della Sardegna“.

Dal tavolo, annuiscono tutti, a partire dal segretario cittadino Pietro Spano che – anche in un’intervista a moroseduto – dichiarò che “Olbia è contendibile, se tutti assieme compiamo uno sforzo per unire le forze e individuare un percorso condiviso e arrivare alla scelta del candidato sindaco”. Nomi, neanche a parlarne, ma c’è da capire tanta cutela per quello che è il segreto di Pulcinella: Alla candidatura ci tengono un sacco Ivana Russu e Gianluca Corda. Già, il punto di svolta è proprio questo: inutile cincischiare su altri temi, ma la ritrovata unità avrà un senso solo se genererà una soluzione condivisa e autorevole da contrapporre al candidato del centrodestra, quale che sia. Cioè Nizzi, nel caso in cui l’attuale legge venisse modificata o colui (o colei?) che Nizzi designerà per la sua successione. Nel tavolo, oltre a Spano, c’è la segretaria provinciale Mariangela Marchio (orgogliosa del suo outfit in cui prevale il rosso, colore che torna di moda tra i Dem), il neo vicepresidente del Cipnes Antonio Loriga, i consiglieri comunali Maddalena Corda e Gianluca Corda, e Ivana Russu incoronata (si fa per dire) capogruppo e apparsa un tantino più serena. Pensate che ha salutato con un caloroso abbraccio Nardino Degortes, uno degli attentissimi spettatori, che, a differenza di quanto pensa la stessa Russu, non ha granitici pregiudizi nei suoi confronti). Il gruppo consiliare, dopo aver sottolineato che “il consiglio comunale viene privato delle sue prerogative perché il 90 per cento delle decisioni vengono prese in giunta”, si è soffermato a lungo sugli argomenti più pressanti che riguardano la città: il Puc, il Pul, il lungomare, la destinazione a ricovero per maxi yacht del molo Brin, l’abbattimento della sopraelevata, il piano di riassetto idrogeologico e via elencando, e la capogruppo ha assicurato che d’ora in poi “se non ci sarà dibattito in aula, diremo la nostra fuori di essa”.

Tutto qui? No, si è toccato anche il tasto della Provincia prossima ventura e sul sistema di elezione dei suoi rappresentanti. “L’iter che potrebbe portare alle elezioni di primo grado – ha osservato Meloni – è lungo, e in ogni caso la provincia, per marciare bene e far marciare i territori, ha bisogno di risorse, a partire dai finanziamenti per l’edilizia abitativa e le scuole. Che al momento non ci sono. Ebbene, se non si rimediasse a questo handicap, le elezioni di secondo grado sarebbero una soluzione più opportuna (anche se non è la mia preferita)”. In tutti i casi, il Pd si è detto “pronto a partecipare attivamente alla scelta del candidato da contrapporre al centrodestra”. Che – si è sussurrato – “potrebbe anche non essere di Olbia”.

P.S. Una piccola chiosa finale. Al tavolo della conferenza stampa non c’era Rino Piccinnu, che – si è appreso, dopo una domanda precisa, “ha aderito formalmente al gruppo”. La sua assenza è stata motivata da “impegni istituzionali legati al suo ruolo di commissario della Provincia”. Mah… Una domanda: possibile che, per un’occasione così solenne e importante, di sabato mattina, non abbia trovato 10 minuti per essere presente e perr comparire nella foto di gruppo? La risposta è nel vento, come cantava Bob Dylan.