È proprio il caso di dire “Avanti Savoia“, ma solo per il risultato che ha premiato la squadra di Torre Annunziata al di là dei propri meriti. Oh, intendiamoci, i campani non sono gli ultimi arrivati: sono esperti e hanno sostanza (ottima, la coppia di attaccanti) ma oggi sono stati sfacciatamente aiutati da un direttore di gara (tale Cosimo Papi di Prato) e più in generale da una terna arbitrale scarsa, inadeguata. Il che dimostra – se mai ce ne fosse bisogno – di quale dimensione sia l’abisso tra la serie C e la serie D non solo sul valore tecnico dei calciatori e delle squadre. L’Olbia ha perso, dopo tre successi di fila, senza aver meritato la sconfitta (il pari sarebbe stato il risultato più equo) non solo perché non ha azzeccato l’approccio alla gara (analisi del vice allenatore Antonio Fabrizio Carafa), ma soprattutto per un’errata decisione dell’arbitro che ha annullato il pareggio di Furtado (66′) nonostante il guardialinee avesse convalidato la segnatura correndo in mezzo al campo. Anche dalle immagini, il gol è parso regolare mentre non si è potuto valutare con precisione assoluta se la rete di Messina (servito da Negro), con la quale il Savoia ha espugnato il Nespoli, non fosse stata viziata da un fuorigioco precedente non rilevato dalla terna (a titolo di merito per la sua sportività, va segnalato che Carafa, a fine gara, ha ammesso di non aver notato nulla di irregolare dalla panchina). Che dire poi dell’annullamento di un altro gol al 73′, su una punizione calciata da Ragatzu, con palla finita in rete dopo la corta respinta del portiere campano? Il fischietto toscano ha negato il gol per un inesistente fallo in attacco.

Insomma, serie positiva interrotta per l’Olbia, condita da una buona dose di frustrazione mescolata a rabbia, ma tanta voglia di “resettare” tutto in fretta – come ha segnalato Carafa, il quale ha analizzato con lucidità il match al posto del titolare della panca, espulso per proteste) -, a partire da martedì, quando ci rivedremo tutti in campo e analizzeremo i filmati e gli errori commessi. Loro hanno dimostrato di avere più fame di noi, e l’hanno un po’ messa in caciara, ma va detto che noi siamo scesi in campo senza quella cattiveria che oggi era necessaria, considerando il valore dell’avversario che naviga a gonfie vele. Il mio rammarico – ha concluso l’allenatore in seconda – è che quando giochiamo in trasferta non siamo per nulla tutelati: basta che qualcuno dei nostri protesti per un fallo e gli arbitri ci penalizzano. Oggi, a loro, era tutto concesso”.

A parte l’approccio non felice, o comunque non soddisfacente, c’è da fare due nomi, come corollario al commento. Il primo è quello di Daniele Ragatzu che in almeno due occasioni ha fallito il bersaglio, fermo restando il suo apporto come fornitore di assist; il secondo è quello di Furtado che, appena è entrato in campo al posto di un Maspero non proprio al top (come Costanzo), ha dimostrato di voler riconquistare il posto da titolare nello schieramento iniziale, anche se il recente assetto tattico dell’Olbia non prevedesse il suo utilizzo. Ora l’attaccante ha posto con autorevolezza la sua candidatura per guidare la linea avanzata e dunque bisognerà vedere se, a partire dalla prossima gara contro il Cos, il tecnico vorrà impiegarlo.