Sofferenza, nervi d’acciaio e salvezza in tasca. L’Olbia ha vinto e ha condannato l’Atletico Uri al ritorno all’Eccellenza e dunque ha ritrovato il sorriso dopo troppi periodi bui che hanno temere il peggio. I gol di Costanzo (su traversone di De Grazia) e, appunto, di De Grazia hanno suggellato il successo pieno, frutto di altrettanti contropiede che alla fine è sembrata l’arma decisiva dei bianchi. Certo, il gol di Pisano – segnato con la complicità di Ascioti – ha fatto tremare le gambe alla formazione gallurese perché l’Atletico si è gettato anima e corpo in avanti (portiere compreso) alla ricerca di un pari che forse non sarebbe neanche servito a molto. L’allenatore dell’Olbia ha cercato di mischiare un po’ le carte, inserendo dall’inizio Della Salandra e Yanovskyy e lasciando in panca Rizzo, uno dei pezzi fissi della formazione base. A Diallo è toccato il compito di non far rimpiangere Buschiazzo, assente per squalifica. Il palo colpito da Basciu allo scadere del primo tempo (con l’Olbia in vantaggio per 1-0) e soprattutto la veemenza con la quale i padroni di casa hanno affrontato la ripresa hanno costretto il tecnico ospite a mutare qualcosa sul piano tattico, anche dopo il raddoppio di De Grazia su delizioso assist di Biancu. L’ingresso di Luzayadio al posto di Costanzo, dello stesso Rizzo che ha rilevato Della Salandra vanno letti in questo modo. Al gol della bandiera dell’Atletico, l’Olbia ha stretto i denti, non si è fatta prendere dal panico e ha chiuso la partita con il bottino pieno: l’ultimo impegno contro la Gelbison, domenica 4, non fa più paura perché ai campani nessuno può soffiare il secondo posto in classifica. “Vittoria importantissima, di carattere – ha dichiarato il tecnico a fine partita – Abbiamo sofferto contro una squadra che si giocava il tutto per tutto, soprattutto nel finale dopo il loro goal. Servivano nervi d’acciaio e i miei ragazzi li hanno avuti. Da quando sono arrivato la parola chiave è stata tranquillità. Sono stati bravi i ragazzi a capire la necessità di questo cambiamento e ad affidarsi a me. Per un allenatore avere la fiducia dei giocatori è la cosa più importante”.