In molti avevano sperato che, dopo l’approvazione della cosiddetta “riformina” della sanità (Disposizioni urgenti per l’adeguamento dell’assetto organizzativo ed istituzionale del sistema sanitario regionale) e la conseguente “tribolata” nomina dei Commissari delle ASL e delle Aziende ospedaliere, nessun ostacolo si sarebbe più frapposto alla capacità riformatrice del governo regionale. Finalmente, a oltre un anno e mezzo dal suo insediamento, la giunta regionale avrebbe iniziato ad aggredire quella che è la priorità tra le emergenze: assicurare ai cittadini sardi il “diritto alla salute“. E invece? Il governo Meloni ha impugnato la legge di fronte alla Corte Costituzionale utilizzando delle argomentazioni che si rifanno ad alcune sentenze della stessa Corte in materia di spoil system in ambito sanitario. Se i giudici della suprema corte dovessero dare ragione al governo tutto si azzererebbe riportando la situazione alla casella iniziale. Non solo. Adesso sembra profilarsi un nuovo impasse: la nomina da parte dei Commissari dei nuovi Direttori sanitari e Amministrativi. Tutto sembra congelato in attesa di indicazioni dall’alto. Intanto, restano in carica quelli vecchi che di certo non hanno minori responsabilità dei Direttori generali che li hanno nominati. Insomma, si continua a parlare di sanità e non di salute. Si continua a discutere di assetti gestionali ed organizzativi e non dei bisogni di salute dei cittadini. L’auspicio è che la creazione di una adeguata rete di servizi territoriali (Case e Ospedali di Comunità, Assistenza domiciliare, Aggregazioni Funzionali Territoriali dei medici di famiglia), la soluzione alle lunghe liste d’attesa, la necessità di ridare dignità ed efficienza agli ospedali ad alta intensità e qualità di cura, non debbano ancora aspettare. Ben venga la “cabina di regia” per il rafforzamento della rete oncologica regionale, composta magari da oncologi di fama internazionale. Intanto però diamo concreta attuazione al Registro Regionale dei tumori, istituito con legge regionale nel 2012 e mai attivato. E dato che ci siamo cosa si aspetta ad avviare un’indagine epidemiologica, autonoma e di alto profilo scientifico, che prenda in considerazione l’intero territorio regionale e che faccia luce sulla correlazione tra l’alta incidenza della patologia tumorale (siamo l’unica regione italiana in cui si muore di più per tumore che per le patologie cardiache) e l’inquinamento dell’aria, della terra e dell’acqua.
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Il diritto alla salute sembra una chimera, dopo l’impugnazione della “riformina” della Sanità
Con la nomina dei commissari delle Asl e delle Aziende ospedaliera s sperava che la giunta regionale potesse aggredire la priorità delle emergenze, ma la decisione del governo di ricorrere alla Corte costituzionale rischia di riportare la situazione alla casella iniziale. Oncologia, bene la “cabina di regia”
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