Partiamo dalla notizia positiva. L’Olbia si iscriverà al campionato di serie D. Con quali soldi? Con quelli di Murat Yilmaz, il finanziatore che negli ultimi tempi ha messo mano diverse volte al portafoglio per garantire la sopravvivenza dell’Olbia. Basta però. Yiliz avrebbe assicurato il versamento della cifra occorrente per il pagamento degli stipendi di maggio, ma da oggi in poi pare che non sia più consigliabile rivolgersi a lui perché avrebbe perso la pazienza dopo essersi rifiutato di rispondere al telefono dei dirigenti dell’Olbia che lo cercavano con insistenza. Il pagamento degli stipendi comporta anche la firma della liberatoria da parte dei giocatori, documento ritenuto essenziale per l’iscrizione e quindi bisogna che i dirigenti dell’Olbia corrano e si diano da fare perché le firme siano apposte al più presto, fermo restando che il termine ultimo è fissato per il 10 luglio. Non c’è problema invece per la quota contanti (pari a 31mila euro) visto che il club può utilizzare un credito anche superiore a quell’importo per via del minutaggio accumulato nello scorso campionato in seguito all’utilizzo dei giovani.

L’allenatore Lucas Gatti non ha ancora firmato il contratto che lo legherà all’Olbia

LA SQUADRA. Tutto risolto, dunque? Neanche per sogno. Ora arrivano le dolenti note, alle quali bisogna fornire risposte certe e in modo rapido. Con quale squadra l’Olbia si appresta a disputare il campionato? Costanzo si è accasato a Pagani, spuntando un biennale. L’attaccante – 30 presenze, 10 gol e 4 assist – avrebbe preferito rimanere in città perché anche a lui piace un sacco, ma non si sono create le condizioni. A una prima proposta fattagli da Manuel Gonzalez è seguita una… richiesta di uno sconto considerevole per cui il ragazzo ha colto la palla al balzo e ha firmato con la Paganese. Fonti bene informate assicurano che anche Maspero lo raggiungerà nella città campana. C’è poi il caso Arboleda. Anche sul capitano (un pezzo pregiato per davvero) ruota un alone di incertezza. Nel senso che a una prima proposta economica, ne ha fatto seguito un’altra molto meno consistente della prima. Anche Arboleda a Olbia sta da dio, ma per esempio c’è il Budoni che lo vuole e la tentazione di accettare è forte. Per De Grazia siamo più o meno sulla stessa situazione: proposta economica poi scontata e fase di stallo anche perché il centrocampista avrebbe già trovato una sistemazione gradita vicino a casa sua. Resta Buschiazzo che dovrebbe rimanere. Sul fronte acquisti, a parte Daniele Ragatzu (che potrebbe convincere anche il suo amico Biancu), c’è stata la riconferma di Pani (pezzo interessante) e di Islam. Quest’ultimo non piaceva a Ze Maria, mentre è una sorta di pupillo di Benno Raeber che è felice come una pasqua di poter riavere a disposizione il nazionale del Bangladesh. Il resto è tutto da costruire, un po’ con gli innesti dei giovani che la Lazio dirotterebbe a Olbia (quattro elementi) grazie anche al lavoro del capo delle affiliazioni Alessandro Giorgi, il quale, dopo essersi presentato alla stampa, sta seguendo passo passo i vertici della Swiss Pro in attesa che si capisca in quale campo di gioco si alleneranno i giovani della “cantera” olbiese. C’è anche un’altra notizia che riguarda il possibile arrivo del trequartista classe 2004 Emanuele Zucco, proveniente dal Locri.

Il direttore tecnico Manuel Gonzalez

LO STAFF. Lucas Gatti non è in città, ma a Londra. Da dove cerca di seguire le vicende che lo riguardano molto da vicino. Fonti solitamente ben informate raccontano che l’allenatore argentino non ha ancora firmato il contratto. Così come non ha firmato il capo del settore giovanile Fabrizio Lucidi. Sempre a proposito di staff, Manuel Gonzalez avrebbe mostrato a qualche amico un po’ di preoccupazione per come si stanno mettendo le cose.

IL RITIRO. Anche su questo fronte, il quadro non è chiaro. La preparazione dovrebbe cominciare a Monti, ma i calciatori si trasferirebbero a Berchidda per dormire, solo fino al 9 perché poi l’albergo che li ospita è prenotato per via di “Time in Jazz“. Quindi, terza tappa a Pattada. Per le tre località, però, mancherebbe la firma in una sorta di contratto da stipulare. A proposito di ritiri precampionato, inoltre, pare che il titolare della struttura di Arona che ha ospitato l’Olbia all’inizio della stagione passata abbia fatto causa all’Olbia perché il conto (alcune decine di migliaia di euro) non è stato saldato.

Di carne al fuoco ce n’è davvero tanta, e sarebbe il caso che gli interrogativi sul futuro dell’Olbia trovassero una risposta chiara e precisa. Giusto puntare sui giovani, legittimo coltivare ambizioni, ma alla base di tutto questo calderone di programmi occorre sapere su quali e quante risorse si potrà contare, una volta che verranno pagati gli stipendi di maggio (almeno 150mila euro), una minima parte di quel che occorrerà per arrivare al mese di maggio del 2026.