“Pancia a terra e lavorare”. C’è molto pragmatismo nelle prime parole di Giancarlo Favarin *, nella conferenza stampa in cui si (ri)presenza a 22 anni di distanza dalla sua ultima esperienza a Olbia. Da allenatore navigato, abituato anche a gestire situazioni difficili (lui ricorda l’epica impresa di Lucca: 22 punti di penalizzazione recuperati con salvezza ottenuta con i denti all’ultima giornata), Favarin non si perde in discorsi frivoli, ma punta al sodo, consapevole com’è della mission (non impossibile, ma complicata) che l’attende. “Cerco gente umile – annuncia -, ragazzi che siano pronti a sacrificarsi per la causa, senza fronzoli per la testa. Ho sempre sperato di tornare qui, in una piazza importante, a contatto con tanti amici che non ho mai perso di vista e qui sono sicuro di aver trovato gli stimoli giusti. Siamo in ritardo (sarebbe scorretto non ammetterlo), e siamo anche penalizzati di due punti, ma c’è il tempo per recuperare. Se conosco qualcuno? Certo. Faccio tre nomi: Ragatzu, Biancu e Buschiazzo“. La base di partenza è promettente, ma è molto probabile che Favarin e il nuovo Club manager che siede al suo fianco Riccardo Pecchi (“uno che sa di calcio, oltre che essere un uomo di fiducia”) abbiano già in mente i nomi di alcuni elementi che potrebbero far parte della comitiva bianca. Oltre ai tre citati, per esempio, l’Olbia potrà contare su Maspero e su Staffa. “Abbiamo qualcos’altro in testa – ammette Pecchi – ma nessuna anticipazione: non possiamo sbagliare le scelte”.
La preparazione. Grazie alla sensibilità di un sindaco sempre disponibile e molto legato alla città di Olbia come Francesco Lai, i bianchi si alleneranno per tutta la stagione nel campo di Loiri e questa è la soluzione ideale non solo perché la struttura si trova a un tiro di schioppo da Olbia, ma anche perché in questo modo si preserva il Nespoli.
Il sistema di gioco. Per spiegare come la pensa, il tecnico pisano parte (giustamente) da una premessa: gli “under” su cui si potrà contare. “Parto da questo – dice, serafico – per capire anche quale dovrà essere il sistema di gioco che adotteremo. Se debbo parlare di numeri, a me piace il 3-4-2-1 ma dobbiamo ragiomarci per benino. Potendo contare su elementi importanti là davanti (il riferimento sembra Ragatzu), dovremo tenerne conto. Così come, a proposito del portiere, sono orientato a scegliere un “under” piuttosto che un “over” proprio perché posso giostrare meglio sugli altri settori della squadra”.
- Giancarlo Favarin è un allenatore molto esperto: ha guidato il Montecatini, l’Aglianese, il Fucecchio, il Castelnovo, il Cecina, la Carrarese, il Fano, il Latina, la Scafatese, la Lucchese, il Venezia, il Viktoria Zirkov, il Bisceglie, l’Andria, il Pisa, il Gavorrano, la Fidelis Andria,, il Prato, il Tau, il Livorno e l’Akragas

