Ci sono concrete possibilità che Ivana Russu, prima dei non eletti alle ultime regionali e capogruppo consiliare di Olbia, possa diventare vicesegretaria regionale del Partito Democratico. Un accordo in tal senso sarebbe stato raggiunto da tempo, anche alla vigilia dell’elezione di Silvio Lai alla guida dei Dem, avvenuta per acclamazione lo scorso 19 settembre a Tramatza. La nomina della Russu non è stata annunciata all’assise regionale del Pd perché dal cilindro di alcuni esponenti di spicco – Marco Meloni, fedelissimo di Enrico Letta, Roberto Deriu, capogruppo consiliare in Regione e Francesco Sanna, ex parlamentare di Iglesias (è stato senatore e deputato) non rieletto nel 2018 – è spuntato un altro nome: quello di Camilla Soru, figlia dell’ex governatore della Sardegna e consigliera regionale del partito, da affiancare a Ivana Russu, sul cui nome esisteva appunto un’intesa ad ampio raggio. Per non creare frizioni nel momento in cui si celebrava la vittoria (scontata) di Lai, l’argomento è stato momentaneamente accantonato, ma è come aver fatto ammucchiare la polvere sotto il tappeto, anziché rimuoverla. Il problema però esiste e forse è più complicato del previsto.

Certo, mancano dichiarazioni ufficiali ma conoscendo il percorso politico (e il carattere tosto e rigoroso) della dirigente olbiese, non sembra peregrino ipotizzare che nel caso della doppia nomina, lei non accetterebbe. Si ritirerebbe in buon ordine, ma probabilmente non starebbe in silenzio, rivendicando così un ruolo di primo piano che il Pd, un po’ tardivamente, si è deciso ad assegnarle. Sulla nomination della Soru (che nel suo profilo Facebook si definisce “giornalista, femminista, ottimista”), per esempio, c’è una sorta di controindicazione potenzialmente dirimente: lei fa parte dell’assemblea regionale e dunque la sua azione politica all’interno del Pd potrebbe essere “rallentata” o trovare qualche intoppo, a differenza della Russu, destinata a svolgere un ruolo operativo come vice (unica) di Silvio Lai (che è anche deputato). Tra i Dem c’è anche qualcuno che spiega la candidatura di Camilla Soru in termini, per così dire, di “rappresentanza territoriale”. Silvio Lai è di Sassari, Ivana Russu di Olbia, la nuova presidente del partito Giovanna Scanu è di Ittiri, e la loro provenienza dal nord Sardegna dovrebbe essere “bilanciata”. La politica è anche questo, ma sullo sfondo si scorge una competizione sul ruolo delle donne (e la leadership) negli assetti futuri del Partito Democratico.


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