L’Olbia vince e convince sul campo di gioco, ma soffre quanto a risorse per tirare a campare e soprattutto per sopravvivere fino al termine del campionato che potrebbe vederla protagonista di primo piano. Ma oggi c’è da segnalare una novità che potrebbe essere paragonata a un altro piccolo lumicino nel tunnel in cui si trova, senza trovare una via d’uscita, il club gallurese. Secondo quanto abbiamo appreso, un gruppo transalpino formato da alcuni operatori economici non insensibili al calcio, avrebbe incaricato il commercialista Gavino Murrighile di sondare il terreno in funzione dell’eventuale acquisto del 70 per cento della società, in capo al vero proprietario della Swiss Pro, vale a dire Murat Yilmaz, l’operatore economico turco che ha finanziato l’Olbia con alcuni bonifici a favore della compagine sociale elvetica rappresentata dalla coppia Guido Surace-Benno Raeber. I due sono scomparsi da un bel pezzo, e lo stesso Yilmaz (assistito oggi da un legale di Bologna) pare non li voglia più sentir parlare. Murrighile, oltre che è essere un affezionato sostenitore dell’Olbia (una società che fa capo a lui figurava nell’elenco dei creditori, ma pare che oggi sia stata trovata una soluzione che soddisa tutti), ora agisce come professionista e, per svolgere questa prima fase dell’incarico, è stato già pagato. La sua mission è ovviamente quella di conoscere la situazione debitoria dell’Olbia e verificare le reali intenzioni di chi intende cedere le quote.

Non si sa se il primo incontro tra il professionista e il presidente del Comitato che supporta la società (Giovanni Degortes) sia già avvenuto e, in caso affermativo, quale stato l’esito dell’approccio iniziale questo summit. Ma per esempio un dato sarebbe già emerso: per cedere il 70% delle quote, il finanziatore turco vorrebbe 1,2 milioni di euro (pare che il suo esborso totale ammonti di 3,6 milioni di euro). A questa cifra, bisognerebbe ovviamente aggiungere la situazione debitoria e le risorse per far fronte al campionato. Quanto al primo aspetto, alcuni professionisti stanno lavorando da tempo per cercare di ridurre l’esposizione con la procedura di “saldo e stralcio” peraltro prevista dalla legge, anche se i tempi di realizzazione sono tutt’altro che brevi. A questo punto, lo scoglio è uno solo: la presentazione del bilancio 2023/24 (i termini sono scaduti da un pezzo). L’assemblea dei soci, convocata ad hoc un mese fa, è stata rinviata a fine mese: il professionista incaricato di redigere il documento infatti avrebbe chiesto altro tempo proprio per la complessità del quadro complessivo e delle poste da evidenziare. In mancanza del bilancio, però, nessuna trattativa può andare avanti, compresa quella in essere (di cui spesso abbiamo scritto) con un altro gruppo milanese che a luglio aveva incaricato alcuni amici di Olbia di sondare il terreno, anche attraverso l’attribuzione di incarichi allo studio legale di un’avvocata di Olbia e allo stesso commercialista che sta cercando disperatamente di predisporre il bilancio e non solo.
Chi conosce Murrighile, sa che non è il tipo da arrendersi facilmente e dunque tenterà fino alla fine di individuare uno spiraglio, ma l’impresa appare ardua. E sullo sfondo, anche se ne parla poco o nulla, c’è anche Roberto Felleca (con lui c’è anche Ninni Corda) che non ha mai rinunciato all’idea di acquisire il pacchetto di maggioranza dell’Olbia. E su un altro sfondo ancora c’è l’ex presidente Alessandro Marino, titolare del 30% delle quote insieme con Alexandre Tartara e Gianrenzo Bazzu (che, a titolo personale, avrebbe dato un contributo al Comitato di supporto). Marino osserva attentamente la situazione dal suo eremo di Pescara, in attesa di sviluppi.


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