Partiamo dalle notizie. Dai fatti. Cosa diversa dalle opinioni che arrivano (spesso in privato e non pubblicamente) con un condimento di pesanti insulti, rivolti a chi la pensa in modo diverso da chi preferisce, appunto, questa strada al ragionamento e alla confutazione delle tes. Poi ci sono i commenti sui social che almeno hanno un nome e cognome (quando non ci si nasconde dietro profili falsi), ma anche in questo caso c’è la tendenza ad affondare i colpi su chi si discosta dal loro pensiero. In Italia c’è (ancora) libertà di espressione, ma quando si esprime un giudizio su una persona o su un comportamento, il minimo richiesto è che si abbia cognizione della materia. E questo non sempre accade. Ma tant’è.

La prima notizia è che i soci di minoranza dell’Olbia, l’ex presidente Alessandro Marino, Gian Renzo Bazzu e Alexandre Tartara, non hanno sottoscritto l’aumento di capitale. Avevano tempo fino alla mezzanotte di ieri (pubblichiamo qui sotto, per stemperare gli animi, una foto di Marino elaborata dall’AI, fattaci pervenire ieri notte da un lettore dotato di senso dell’umorismo) e hanno deciso di non partecipare. La conseguenza (e anche questo è un dato di fatto) che non sono più soci della srl he governa l’Olbia.

E ora? Questo significa che la proprietà dell‘Olbia calcio srl è al 100 per cento della Swiss Pro: giusto il tempo di mettere in atto i passaggi tecnici (in particolare la comunicazione alla Camera di Commercio e anche questo fatto sarà certificato.

Romi Fuke. Quali saranno le prossime mosse dell’imprenditore brianzolo, alla luce di questi ultimi eventi? A scanso di equivoci, anche perché la domanda specifica sui rapporti con i tre soci gli era stava rivolta dal sottoscritto durante la conferenza stampa con cui si è presentato alla città, gliel’abbiamo chiesto, anche per sapere se e come intende andare avanti verso l’acquisizione dell’Olbia. “Ho preso atto – ha dichiarato Fuke – che la minoranza non ha partecipato alla ricapitalizzazione e questo è un fatto significativo che mi consente di procedere e di attuare il mio progetto basato sul brand Olbia nel quale credo fortemente, che mi vede impegnato per molte ore al giorno con entusiasmo e una passione sempre più crescenti in vista del traguardo finale che assicuri un futuro all’Olbia”.

Il prossimo step. “Ecco – ha proseguito – ora si tratta di accelerare. l’esame e l’approvazione del bilancio 2024/25. È vero che c’è tempo fino al 31 dicembre, ma la mia indicazione è stata ed è quella di accelerare questo passaggio per valutare qual è il patrimonio netto. Sicuramente anche quel bilancio registrerà una perdita, ma io non ne conosco ancora l’ammontare. Solo a quel punto, potrò compiere tutti i passi che sono necessari per chiudere l’operazione”.

Il percorso. L’ipotesi dell’acquisizione (e non dell’affitto) del ramo d’azienda, messa in discussione da qualcuno, è confermata da Romi Fuke. “Abbiamo già sondato informalmente gli organi federali – ha sottolineato – e ci è stato risposto che la soluzione è ammessa e praticabile. Dunque io, anche con il conforto e lo stimolo di aziende pronte ad affiancarmi, seguirò questa strada, dopo un’attenta verifica dell’ammontare dei debiti sportivi che gravano sull’Olbia“.