Niente giri di parole: domani, per l’Olbia, è la prova verità. Il derby contro il Budoni dovrà dimostrare se e quante possibilità hanno i bianchi di invertire la tendenza negativa e quindi di rimanere in serie D. Certo, mancano ancora nove partite, con 27 punti a disposizione, e la risalita in classifica non è un’utopia, ma domani è indispensabile centrare l’obiettivo pieno e ripartire su nuovi presupposti. L’impresa non è semplice, per tanti motivi.

  1. Intanto si tratta di un derby, cioè di un tipo di incontro che spesso sfugge a ogni logica e dunque a un pronostico credibile. La “fame” di punti (e l’Olbia ne ha tanta), di per sé, rappresenta un pungolo importante, ma sul piano psicologico bisogna essere attrezzati per gestire le forze, sul piani fisico e su quello mentale.
  2. È necessario ad esempio che si tengano i nervi saldi, e si evitino i cartellini di ogni colore (troppi, fino a oggi) che non giovano di certo alla lucidità, dato per scontato che il livello medio delle terne arbitrali di serie D è decisamente basso, di molto inferiore a quello della C.
  3. L’ansia da prestazione, derivata dal fatto che l’attuale gestione del club è ancora alla ricerca del primo successo pieno, va governata con giudizio e in questo senso i bianchi devono dar prova di maturità. Le risorse tecniche ci sono, basta saperle assortire a modino, senza soffermarsi più di tanto sulle assenze.
  4. Già, le assenze. Mancherà Saggia (appiedato per tre giornate) e Roberto Biancu, uno dei “ribelli” che stava per cambiare maglia per accasarsi proprio con il club di Giovanni Sanna, un signor imprenditore nel campo dell’accoglienza, uno che fa della generosità e del rispetto degli impegni la propria cifra. Nell’elenco dei convocati non c’è il portiere Viscovo, alle prese con un infortunio, così come dalla lista manca Buschiazzo, messo alla porta dalla società per “insubordinazione” (al difensore è stato anche intimato di non presentarsi agli allenamenti). Rientra però Putzu, così come mister Livieri potrà contare su Anelli e Perrone in difesa e Furtado in avanti, che è sempre un cliente tosto per chi lo affronta da avversario. Non si sa se il neo acquisto Gaye verrà schierato dall’inizio sulla corsia di sinistra oppure se il suo utilizzo è rimandato a un altro momento della partita.
  5. La classifica dice che il Budoni ha 31 punti all’attivo, frutto di otto vittorie, sette pareggi e dieci sconfitte, mentre l’Olbia, dopo la recente penalizzazione, ha dieci punti in meno della squadra di Cerbone che però dovrà fare a meno dell’ottimo Ladu e non vince dalla fine di novembre. Al “Nespoli” domani ci sarà più gente del solito. La società ha rivolto un accorato appello ai tifosi di assistere con calore al match, e in ogni caso è prevista la presenza di una parte consistente della tifoseria ospite, fermo restando che i rapporti tra i due club (e dei supporter) sono ottimi. All’andata, per decisione del presidente del Budoni, nessuno ha pagato il biglietto per assistere alla partita. Era il 26 ottobre dell’anno scorso, e a quella data risale l’ultima vittoria dell’Olbia (3-2, doppietta di Ragatzu ed eurogol di Staffa). E di acqua sotto i ponti, da quel giorno, ne è passata davvero tanta.

Questi comunque sono i convocati per domani, in ordine alfabetico: ANELLI, CABRERA, CASSITTA, CONGIU, CUBEDDU, DEIANA, DI LAZZARO, FURTADO, ISLAM, GAYE, MAMELI, MARRAZZO, MORETTI, PETRONE, PERRONE M., PERRONE S., PUTZU, RAGATZU, TOMASELLI, TESTAGROSSA.