Questi signori del sondaggio sul sindaco di Olbia prossimo venturo fanno davvero sul serio. Chiamano da Venezia, sono garbati (sia il maschietto che la femminuccia), professionali, pazienti anche quando l’intervistato tentenna un po’ su qualche nome o fa fatica a individuare le priorità della città gallurese. Diversi cittadini infatti ci hanno segnalato di aver risposto ai quesiti, gli stessi sui quali anche il sottoscritto ha detto la sua. La premessa serve a porsi un paio di interrogativi. Il primo: chi ha commissionato il sondaggio, con così tanto anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato dell’eterno Nizzi? È stato il centrodestra? Oppure il centrosinistra? Quest’ultima ipotesi è stata smentita da alcuni dirigenti Dem, notoriamente non proprio splendidi quando si tratta di metter mani al portafoglio, soprattutto ora: del resto si stratta solo di elezioni amministrative. Quindi, è stato il centrodestra che evidentemente vuol conoscere in anteprima come gli elettori reagiscono a quella che ormai è considerata una novità nell’ambito di uno scenario un po’ stucchevole, con il carosello dei “soliti noti” che gira da un po’ di mesi a questa parte. Parliamo di Gabriela Savigni, alla quale nei giorni scorsi hanno fischiato le orecchie, dopo aver dovuto cambiare il cellulare ormai fuso per le chiamate ricevute. Molti i complimenti, numerosi anche quelli non sinceri, carichi d’invidia per tanta attenzione. Lei non parla. Almeno per ora.

Sugli scenari della primavera 2027, però, resta in sospeso un briciolo di analisi su quel che sta accadendo nello schieramento che si oppone (si fa per dire) alla maggioranza capitanata da Settimo Nizzi, e da qualche dissidente (ancora timido) del suo schieramento che non vuole rinunciare a scendere in campo.

Partiamo dal Pd, per il riassunto aggiornato delle puntate precedenti. Questi i nomi in campo, che non a caso sono gli stessi per i quali il sondaggio chiede il gradimento. In ordine alfabetico: Gianluca Corda, Giuseppe Meloni, Rino Piccinnu e Ivana Russu. Confermando la solita vocazione a dividersi, che spesso ha portato a sonore e brucianti sconfitte, c’è chi lavora per la Russu, la quale ormai comunica ai suoi amici, e a gran parte dei suoi elettori del mondo giovanile collegati alla proliferazione di band musicali, che non intende spostarsi di un millimetro dalla sua decisione di ottenere la nomination. La sostiene il segretario cittadino Pietro Spano (che dovrebbe ricandidarsi come consigliere comunale) e sicuramente non le fa la guerra Gianluca Corda, con cui c’è un’intesa consolidata. Corda, però, non si ritira dalla… competizione interna e in ogni caso può vantare un rapporto più che buono con Giuseppe Meloni. Meloni, già. I politologi più ruspanti, senza approfondire troppo l’analisi, giurano e spergiurano che il candidato non sarà lui. Un po’ perché le sue ambizioni sarebbero altre (Parlamento, o, perché no?, la stessa presidenza della Regione), un po’ perché la sua carriera all’interno della corrente che fa capo ad Antonello Cabras era già stata disegnata e ora questa ipotesi di correre per fare il sindaco spariglia un po’ le carte. Certo è che i due “senatori” Nardino Degortes e Gian Piero Scanu, insieme con fasce di di un certo tipo di elettorato che ha sempre votato da quella parte, sarebbero i più felici se alla fine la scelta ricadesse sul vicepresidente della Regione, piuttosto che su Ivana Russu, considerata troppo spigolosa e divisiva Fin qui nulla di nuovo. La novità invece sta nel fatto che un po’ tutti i consiglieri comunali di Olbia (Maddalena Corda, Antonio Loriga, Mariangela Marchio) con l’eccezione di Gianluca Corda, sembrano orientati verso un no alla loro capogruppo (“è sempre la prima dei non eletti”, ci è stato fatto notare), e allo stesso tempo sarebbero per Meloni o Corda. Alla fine, chi non ha sciolto la riserva è proprio Meloni, il quale alla fine accetterebbe solo se “costretto” e se avesse la certezza di togliere lo scettro del comando al centrodestra. Di Rino Piccinnu si sa poco e niente, nel senso che in questo momento è defilato ma non ha assolutamente deposto le… armi, e – da buon democristiano perenne – si farà sentire al momento opportuno.

La vicesindaca Sabrina Serra

Resta da capire bene infine quando sono fondate le voci ricorrenti sulla decisione della vicesindaca Sabrina Serra di capeggiare un raggruppamento, di cui farebbe anche parte il M5S e il consigliere regionale Roberto Li Goi, nel caso (molto probabile) in cui la scelta di Settimo Nizzi non dovesse vederla al primo posto. Si mormora di una mezza intesa (mai confermata ufficialmente) con l’ex sindaco ed ex europarlamentare Giommaria Uggias, così come si sussurra che lei si sia incontrata (o sentita) con lo stesso Giuseppe Meloni. “Per vedere di nascosto come cantava quel genio di Enzo Jannacci – l’effetto che fa”.