Tutto tace sul fronte occidentale. E pure su quello orientale. Dell’Olbia calcio non si sa più nulla. È calato un altro silenzio assordante, come se non fosse bastato quello degli ultimi tempi, dopo l’amara, ignobile retrocessione. Chi scrive, aspettava un riscontro da Daniele Livieri, che pare sia il frontman di tutto l’ambaradan che fa capo alla ProSoccer, ma l’attesa è stata vana. Nella conversazione di alcuni giorni fa, il tecnico (ma anche factotum, visto che Ninni Corda si è defilato) aveva fatto riferimento a un gruppo di imprenditori con cui sarebbe in contatto per valutare, insieme all’amministratrice Flavia Fiore, la possibilità di far ripartire l’Olbia dall‘Eccellenza. Così come Livieri aveva anticipato la sua intenzione di chiedere un incontro al sindaco Settimo Nizzi. Ma, appunto, dopo quelle esternazioni, è calato un buio spettrale. Quindi non si sa neanche se ci si sta adoperando per l’iscrizione a quel campionato, visto che la sbandierata intenzione di presentare domanda di ripescaggio in serie D è miseramente naufragata per l’assoluta mancanza di requisiti (compresa l’indispobilità del terreno di gioco). Dopo aver escluso “ogni tipo di rapporto con Roberto Sulas“, Livieri aveva anche annunciato la volontà di contattare alcuni calciatori della passata stagione per sondare la loro disponibilità a far parte del nuovo (!) progetto che prevede una sorta di trattativa con i creditori per la riduzione dei loro averi. Anche in questo caso, non se ne sa nulla: tabula rasa.

Gli svincoli. Si sa invece che diversi giocatori avrebbero chiesto di essere svincolati perché non mancano le richieste dei pezzi migliori. Risposte? Nessuna. Il più corteggiato della truppa sarebbe Enrico Cubeddu (classe 2008), che ha un’autostrada davanti al suo percorso. Ma ovviamente si registrano concreti interessi per Ragatzu, Biancu, Saggia e Putzu, tutti “imprigionati” ma allo stesso tempo ansiosi di poter dare un senso al loro futuro.

Il caso Buschiazzo. Tra i giocatori che hanno intrapreso un’azione contro l’Olbia, spicca il caso di Fabrizio Buschiazzo, messo fuori rosa da Corda, con il divieto di allenarsi e di presentarsi al “Nespoli”: per lui l’accusa di aver saltato delle sedute a causa di un infortunio apertamente contestato dal club. Secondo indiscrezioni autorevoli, il difensore avrebbe visto prevalere le sue ragioni in prima istanza, ma l’Olbia avrebbe presentato un’opposizione. Buschiazzo sarebbe intenzionato a procedere ancora con altre azioni, così come hanno già fatto numerosi dipendenti, a parte i calciatori. Le cause in corso sono numerose e prima o poi i nodi verranno al pettine. E chi spera nel contributo della Regione non sa (o fa finta di non sapere) che l’importo (eventuale) è già… ampiamente prenotato da decreti e ingiunzioni di ogni tipo.

Il caso Corda. È poi paradossale che, insieme con gli altri creditori, anche il direttore generale Ninni Corda, titolare di un robusto contratto triennale che lo lega all’Olbia, quale tesserato Figc, abbia presentato una vertenza per ottenere ciò che gli spetta o comunque una parte. Per ora, Corda si occupa di… turismo (chi l’ha visto di recente, giura che è… abbronzatissimo), essendo titolare con Mario Isoni, Cristian Anelli e pare lo stesso Livieri, di una concessione balnere nella spiaggia di “Cala Sassari“, sulla litoranea Olbia-Golfo Aranci.

I tifosi. Bocche cucite anche da parte della tifoseria, una parte della quale – stando a ciò che si mormora negli ambienti social – sarebbe intenzionata, in modo costruttivo ma determinato, a dare uno scossone all’ambiente con modalità da stabilire. Altri invece, pur rimanendo vigili e attenti, preferirebbero aspettare ancora un po’ per poi decidere il da farsi.

Le istituzioni. È davvero triste constatare che, tra l’indifferenza quasi generale, spicchi quella delle istituzioni che sembra vogliano ignorare completamente la situazione disastrosa in cui si trova un club che ha alle spalle 120 anni di storia, il cui destino è contrassegnato da un buco nero. Il buco nero delle gloriose maglie bianche.