Olbia paralizzata dal traffico nel pieno dell’estate. Code interminabili, tempi di percorrenza dilatati, quartieri congestionati e collegamenti difficili con la zona industriale stanno trasformando gli spostamenti quotidiani in una vera e propria corsa a ostacoli per residenti, lavoratori, imprese e turisti.
A sollevare la protesta è il Partito Democratico, che individua nella gestione della mobilità una delle principali criticità dell’Amministrazione comunale.
«L’estate non è un’improvvisa calamità naturale – attacca il Pd, in una nota del gruppo consiliare, primo firmatario Gianluca Corda – arriva ogni anno. Porto, aeroporto, flussi turistici e grandi eventi sono prevedibili, così come lo sono i cantieri e le loro conseguenze sulla viabilità».
Per i dem, dunque, il problema non sono i turisti, ma l’assenza di una strategia capace di governare l’aumento dei flussi. «Una città turistica seria – sostengono – non mette residenti e visitatori in contrapposizione, ma garantisce a tutti servizi efficienti».
Nel mirino finiscono soprattutto i cantieri senza adeguate alternative viarie e gli eventi organizzati senza un efficace piano per parcheggi, traffico e deflusso. Da qui la richiesta di un Piano della mobilità integrato, che colleghi quartieri, zona industriale, principali accessi alla città, cantieri e trasporto pubblico.
Ma la polemica guarda anche oltre l’emergenza estiva e investe le scelte destinate a ridisegnare Olbia nei prossimi anni. Il riferimento è soprattutto all’ipotesi di abbattimento delle sopraelevate, sulla quale il Pd chiede un confronto pubblico e istituzionale.
«È politicamente scorretto che un sindaco a fine mandato possa ipotecare il futuro strategico della città senza un confronto con Olbia», sostiene il gruppo consiliare, secondo il quale decisioni di questa portata non possono essere lasciate alla sola maggioranza, ma devono passare dal Consiglio comunale, dalle commissioni e dal confronto con le categorie economiche.
Il Pd contesta inoltre la mancata convocazione della Commissione Lavori Pubblici, proprio mentre il tema della mobilità assume un peso sempre maggiore.
La conclusione è una critica senza giri di parole: «Non chiediamo miracoli, ma programmazione, ascolto e rispetto per chi vive e lavora a Olbia. Quando un problema è prevedibile e si ripete ogni anno, non è più un’emergenza. È responsabilità politica».

