Dopo l’aggressione armata al ristorante Ichi di via Mameli, che ha provocato quattro feriti, la politica olbiese torna a confrontarsi sul tema della sicurezza. Il Partito Democratico chiede “Strade Sicure” e un piano integrato sociale e di sicurezza. Fratelli d’Italia sollecita invece il nuovo Prefetto di Sassari a convocare un tavolo provinciale sull’ordine e la sicurezza pubblica.
L’aggressione di venerdì sera nel ristorante Ichi, all’angolo tra via Mameli e corso Umberto, ha riacceso una discussione che a Olbia non sembra più possibile rinviare. Un uomo armato di coltello ha minacciato la titolare del locale e, durante la colluttazione con alcune delle persone intervenute per difenderla, quattro persone sono rimaste ferite. L’aggressore è stato successivamente immobilizzato da Polizia e Carabinieri e arrestato. Nessuno dei feriti risulta in pericolo di vita.
Un episodio che ha immediatamente provocato le reazioni dei partiti, con Partito Democratico e Fratelli d’Italia concordi sulla necessità di rafforzare la sicurezza in città, ma con valutazioni e proposte politiche profondamente diverse.
Il PD: «È la conferma di una denuncia che portiamo avanti dal 2016»
Il Gruppo consiliare del Partito Democratico e il segretario leggono quanto accaduto come la drammatica conferma delle proprie denunce sulla sicurezza cittadina.
«I drammatici fatti di sangue consumatisi in via Mameli – afferma il Pd – confermano in modo tragico quanto andiamo denunciando, inascoltati, fin dal 2016».
I dem esprimono solidarietà alla donna aggredita e alle persone intervenute per difenderla, ma trasformano immediatamente la vicenda in un atto d’accusa nei confronti dell’amministrazione comunale.
Secondo il Pd, quanto accaduto dimostrerebbe «l’assoluta inefficacia dell’azione amministrativa condotta in tutti questi anni». Nel mirino finiscono in particolare il sindaco e la giunta, accusati di essere «distaccati dalla realtà che i cittadini vivono ogni giorno nei quartieri».
Il riferimento è anche alla linea tenuta finora dal sindaco sulla sicurezza. Il Pd contesta quella che definisce la ripetuta affermazione secondo cui Olbia sarebbe una città sicura e priva di criticità fondamentali.
E attacca duramente anche la giunta, definendola «impalpabile e assente dalla vita cittadina».
Nel mirino anche l’ordinanza di via Fiume d’Italia
La polemica si estende all’ordinanza che ha introdotto il divieto di sosta e fermata in via Fiume d’Italia.
Per il Partito Democratico si tratta di un intervento «spot e improvvisato», incapace di affrontare la radice dei problemi e destinato invece a penalizzare residenti, anziani e persone con disabilità.
«Avevamo ampiamente previsto – sostiene il gruppo consiliare – che togliere i parcheggi non avrebbe certamente fermato la violenza».
Per i dem, dunque, controlli saltuari e provvedimenti temporanei non sono sufficienti. Serve una strategia complessiva.
Da qui arriva la richiesta più importante: l’attivazione dell’operazione “Strade Sicure”, con l’impiego del personale militare a supporto delle forze dell’ordine e della Questura.
Il Pd chiede un presidio «fisso, quotidiano e coordinato» per il centro storico e i quartieri limitrofi.
Ma la proposta non si limita all’ordine pubblico. Il partito insiste sulla necessità di intervenire anche sulle situazioni di marginalità e sulle dipendenze, attraverso il potenziamento delle Unità di Strada della Croce Rossa e dei servizi socio-sanitari.
La tesi è che la sicurezza debba essere accompagnata da un’azione sociale strutturale, altrimenti il problema rischia semplicemente di spostarsi da un quartiere all’altro.

FdI: «Escalation criminale, intervenga il Prefetto»
Sul fronte opposto, Fratelli d’Italia parla di una «preoccupante escalation di fatti criminosi» che starebbe interessando in particolare il quartiere di San Simplicio.
Il Coordinamento cittadino di FdI esprime innanzitutto solidarietà ai titolari del ristorante e ringrazia le Forze dell’Ordine per l’intervento che ha portato all’arresto dell’aggressore.
«Un plauso alle donne e agli uomini in divisa – sottolinea FdI – che, pur operando tra mille difficoltà, garantiscono ogni giorno la presenza dello Stato sul nostro territorio».
Il partito considera l’episodio particolarmente grave e auspica che la vicenda giudiziaria si concluda con «una condanna esemplare», la «certezza della pena» e, qualora ne ricorrano i presupposti di legge, l’espulsione dal territorio nazionale.
Ma la richiesta politica centrale è rivolta al nuovo Prefetto di Sassari, da poco insediato.
Fratelli d’Italia chiede che venga valutata «nel più breve tempo possibile» la convocazione di un tavolo provinciale dedicato all’ordine e alla sicurezza pubblica, con un confronto specifico sulla situazione di Olbia e, in particolare, del quartiere San Simplicio.
Due ricette per la sicurezza
L’aggressione di via Mameli diventa così un nuovo terreno di scontro politico.
Il PD punta il dito contro l’amministrazione comunale e chiede una strategia strutturale fondata sulla presenza dello Stato, attraverso “Strade Sicure”, affiancata da interventi sociali contro marginalità e dipendenze.
Fratelli d’Italia concentra invece la propria richiesta sul coordinamento delle istituzioni e chiama direttamente in causa il Prefetto, chiedendo un tavolo provinciale per affrontare la situazione di Olbia.
Due posizioni differenti, dunque, ma un punto comune: la sicurezza è tornata prepotentemente al centro del dibattito politico cittadino.
E l’episodio del ristorante Ichi, al di là delle polemiche politiche, ha riportato drammaticamente alla luce la fragilità di alcune zone del centro cittadino. La cronaca racconta di un’aggressione con un coltello, di una donna minacciata e di quattro persone rimaste ferite nel tentativo di intervenire.
Ora la questione è capire se, dopo le dichiarazioni e gli appelli, arriveranno anche risposte concrete da parte delle istituzioni.


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