Non accenna a placarsi il duro scontro , in corso ormai da tempo, tra la maggioranza e l’opposizione del Comune di Arzachena. Anche nell’ultimo consiglio comunale, il clima non è apparso disteso con le continue stilettate in particolare tra il sindaco Roberto Ragnedda e i rappresentanti della minoranza, con Rino Cudoni e Fabio Fresi sugli scudi. Questi ultimi, estromessi dalla maggioranza nel giugno scorso insieme alla collega Francesca Pileri, proseguono con pervicacia nell’obiettivo di setacciare e revisionare ogni atto disposto dall’attuale giunta comunale, oltre che dal Consiglio.
Si è parlato di temi importanti e la seduta, anche se non è stata per niente breve, è corsa via velocemente. L’opposizione ha contestato la mancata programmazione degli eventi a supporto della prossima stagione estiva, come pure, sull’approvazione del rendiconto della gestione per l’esercizio 2023, si è contestato l’impegno politico nella ricerca e nell’ottenimento di finanziamenti pubblici necessari per poter avviare investimenti sia nel decoro urbano che nei lavori pubblici.
I maggiori contrasti si sono avuti quando si è discusso della proroga (la seconda in un anno) a favore dell’attuale fornitore del servizio di raccolta rifiuti urbani, la Sceas, con Cudoni e Fresi che hanno contestato l’utilizzo dello strumento dell’ordinanza sindacale per prorogare un contratto d’appalto scaduto dal mese di giugno 2023. Gli animi si sono accesi ancora quando si è parlato dell’affidamento alla municipalizzata Geseco dei parcheggi comunali che, invece, secondo sarebbero dovuti andare a bando.
La discussione più colorita, con un “ti denuncio” strillato dal Sindaco al consigliere Fresi, si è però verificata quando il tema si è spostato sulla sicurezza. Il commissariato di polizia di Arzachena è dal 2005
ospitato in uno stabile comunale concesso gratuitamente in comodato al ministero dell’interno, a Cannigione. Ad oggi, con il contratto di comodato d’uso in scadenza, la polizia rischierebbe lo sfratto. Mentre si trattava l’argomento, il sindaco ha evidenziato che “la battaglia per la nuova sede deve essere comune” e per rimarcarlo ha fatto presente che anche il sindacato di Polizia sostiene la causa dell’amministrazione nei confronti del Ministero. Fresi però ha lasciato intendere che il sindacato di Polizia avesse ricevuto notizie false in merito alla gestione della questione commissariato, per la quale, invece, intesta al sindaco e alla sua maggioranza, una serie di mancanze politiche e amministrative che ad oggi dopo anni non fanno ben sperare in merito ad una risoluzione immediata del problema relativo al commissariato smeraldino.
Il consiglio comunale è stato solo l’ennesima dimostrazione di come quel clima di unità, tanto decantato nel corso dell’ultima campagna elettorale per le elezioni amministrative, sia ormai uno sbiadito ricordo e che l’idea di presentare un’unica lista unica al vaglio degli elettori si è rivelata un’autentica débâcle politica per la classe dirigente arzachenese.
I fautori della lista unica, infatti, al tempo inneggiavano all’unità utilizzando a ogni piè sospinto l’espressione “pace sociale”, quasi come le contrapposizioni politiche fossero un ostacolo all’armonica convivenza civile. Ebbene, oggi si può dire che le contrapposizion politiche ad Arzachena esistono e sono più che mai vive.
Il consiglio era cominciato con la comunicazione del sindaco, il quale aveva ricevuto le dimissioni del vicesindaco Cristina Usai, fresca di nomina di consigliere regionale tra le file di Fratelli d’Italia (la Usai però rimane in Consiglio). Si prevede a breve un rimpasto, visto che il sindaco dovrà attribuire l’incarico a qualcun altro, tenendo comunque presente l’obbligo delle cosiddette quote rosa in giunta.
Appare utile evidenziare come quella di Cristina Usai sia stata una candidatura fortemente sostenuta dalla maggioranza di Roberto Ragnedda che, benché ufficialmente di natura civica, ha
manifestato il suo appoggio per la candidata di Fratelli di Italia, partito del quale fanno parte due importanti esponenti della maggioranza: il capogruppo Michele Occhioni, oltre che il presidente del consiglio Mario Russu, che di FDI è anche il segretario provinciale.
Dall’altra parte si sa, c’era la minoranza che ha cercato di sparigliare le carte e di rovinare i piani agli uomini di Ragnedda, sponsorizzando la candidatura di Fabio Fresi tra le fila del PD che ha comunque ha superato i 1.000 voti di preferenza, piazzandosi al quarto posto della sua lista.
Quella in corso, insomma, sembra la pretattica che preparerà il terreno per le prossime elezioni amministrative che benché lontane e con pochissime certezze, sicuramente una ce l’hanno: la “pace sociale” non porta bene,

