“Il mio è un percorso ambizioso, basato su dieci assi programmatici, che delinea azioni chiave in vari ambiti essenziali per il rilancio della Sardegna”.

Eccola, Alessandra Todde mentre articola il suo intervento (durato 50 minuti) “storico”, da prima presidente donna della Regione Sardegna, di fronte a un’aula che l’ascolta con attenzione, con al suo fianco sette dei dodici assessori. “Tra questi punti programmatici, voglio citare la rinascita dei servizi pubblici con particolare attenzione alla sanità e ai suoi livelli essenziali, la promozione del ‘buon lavoro’, lo sviluppo di un modello economico adatto e non subìto dall’Isola, il diritto a una mobilità interna ed esterna che superi la nostra insularità e a un’istruzione di qualità, l’investimento in autodeterminazione e la necessità di una rappresentanza adeguata a livello europeo e globale”.

La Todde, poco prima aveva chiarito di essere “la presidente di tutto il popolo sardo di chi ha votato per noi e di chi ha votato per proposte alternative alla nostra, incluse quelle non rappresentate in questo Consiglio. Sono la presidente di tutti quei nostri cittadini che hanno deciso di non partecipare al voto. Io e la Giunta che mi onoro di presiedere, ci impegniamo a lavorare ogni giorno con passione, integrità e trasparenza, mettendo sempre al primo posto il benessere e la prosperità di chi abita la Sardegna”.

Il tema caldo di quest’ultimo periodo non sfugge all’analisi della governatrice., evidentemente sensibile a più di una critica che le è piovuta addosso, anche dopo lo stop di diciotto mesi alla realizzazione di impanti eolici e fotovoltaici. “Vogliamo realizzare una transizione energetica che sia utile prima di tutto alla Sardegna e ai sardi – sottolinea -, che mira al mantenimento dell’acqua come bene pubblico e ponga al centro paesaggio e ambiente, valori primari e beni non negoziabili. Sia chiaro che non tollereremo speculazioni”. Poi, a margine delle sue dichiarazioni in aula, la presidente ha annunciato che il 21 maggio si incontrerà con il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.

Anche sul tema della continuità territoriale, la governatrice ha voluto replicare alle osservazioni giunte da più parti a proposito della riproposizione del bando. “Non c’era il tempo materiale per modificarlo. Quel bando, del resto, lo abbiamo ereditato”.

Un pensiero ai giovani, poi. Alessandra Todde punta “a ricreare il patto generazionale tra i nostri giovani, che devono avere da noi gli strumenti per creare in Sardegna il loro presente ed il prossimo futuro e i nostri anziani, che sono i custodi dei valori e della conoscenza delle nostre comunità”.

Quindi, un appello a tutto il popolo sardo: “Serve una mobilitazione collettiva a partire dalle cittadine e dai cittadini, servono una responsabilità condivisa e una buona dose di ottimismo pragmatico, per fare in modo che la Sardegna possa affrontare e superare le sfide del presente e del futuro con coraggio e con una chiara visione”.