Un padre virtuoso di fisarmonica, due fratelli di talento. In una famiglia votata per intero al mondo delle sette note, è legittimo attendere che l’ultimo nato ne segua l’inclinazione naturale.
L’approccio di Nino Abis con la musica è agevolato dal fatto di avere a disposizione, sin da bambino, una fisarmonica, quella del padre Nicola. Il giovane musicista in erba riesce a impadronirsi presto di quasi tutto il repertorio del genitore. Nel momento in cui può considerarsi quasi alla sua altezza, prende coraggio e suona davanti a lui e a sua madre. Le doti innate emergono progressivamente. Giungono i primi guadagni come musicista, che permettono a Nino di acquistare una “fisa tastiera piano” bianco madreperla. Giungono le prime soddisfazioni, i primi successi nelle serate danzanti, aumentano le richieste per le sue prestazioni nei locali notturni e nelle balere. È in quel momento che il fratello Tullio, prima tromba in un’orchestra, progetta di costituire una “band”per suonare nelle sale da ballo. Il complesso è formato anche da musicisti
esperti, e arrivano le prime scritture. L’orchestra, dopo le prime apparizioni, acquista notorietà. Nino diventa compositore e
scopritore di talenti, di musicisti e di cantanti. Scrive partiture per canzoni che interpretano Claudio Villa e il Trio Lescano.
Conosce il paroliere Pietro Tuminelli. Il sodalizi Abis- Tuminelli produce lavori di pregevole fattura, che sono prodotti dalla Ricordi Edizioni Musicali. Alla Maddalena, il maestro Nino Abis forma decine di allievi, alcuni dotati di talento. Insegna anche nelle scuole pubbliche. Redige metodi per l’apprendimento della teoria e degli strumenti musicali. Si diploma al Conservatorio di Sassari. Compone musiche per canzoni (alcune con il simpatico nome d’arte di Ghebud) e colonne sonore per film. Insieme all’orchestra di cui era leader indiscusso, Nino è fra i promotori del Festival della canzone maddalenina, che viene allestito al Cinema Splendor, negli anni Cinquanta del secolo sorso. L’orchestra Abis diventa Les Abis e si esibisce, sovente, anche in Corsica e anche nel continente francese. Nino si esibisce anche in “solo” in alcuni locali alla moda di Marsiglia e di Lione e, in Italia, di Torino.
La formazione era composta, oltre che dal maestro, virtuoso di fisarmonica e di pianoforte, dai fratelli Gino (al sax tenore) e Tullio (alla tromba), da Egisto Acciaro (contrabbasso), Gasparino Pilia (chitarra), Vittorio Esposito (violino), da Giuseppe Cesarano (Sax alto), da Franco Provenzano (clarinetto), da Ramon del Monaco (chitarra), da Nichy Abis (chitarra) e Primo Abis (chitarra solista e ritmica). Les Abis inaugurano la prima stagione del “Village Magique” di Caprera, nel 1955 e, nel 1977, sono scelti per animare le serate del villaggio, divenuto Club Mediterranée.In quella circostanza si presentano con questa formazione: Gino al sax, Tullio alla tromba, Primo alla chitarra, Nino alla fisarmonica e alle tastiere, Nichy al basso. Insieme al loro il batterista Mario Pirredda e il cantante Giancarlo Piredda. È inciso un 45 giri, con composizioni di Nino, il cantante è Pino d’Olbia. Il lato A presenta il brano Sirtaki in Sardegna, il lato B, la Tarra mia in dialetto gallurese. Il maestro Abis si trova a collaborare con Nunzio Filogamo, Mike Bongiorno, Mario “capitan”Zicavo, Giorgio Strehler, Gorni Kramer, il Quartetto Cetra, Claudio Villa, Pino Calvi, Riz Ortolani, Astro Mari, Silvio Noto, Gian Franco Reverberi, Wilma de Angelis, Lucio Battisti, Gianni Ravera, Mireille Mathieu, Silvye Vartan, Jhonny Halliday, Salvatore Adamo, Benito Urgu, Antoine Ciosi, Marisa Nicolai, il duo Regina e Bruno e altri. Prepara giovani cantanti e gruppi per concorsi nazionali e per incisioni discografiche (Miranda Melis, Gian Mario Degortes, Gi Axis). Pubblica centinaia di composizioni e collabora con parolieri di chiara fama, come Gian Carlo Testoni, Dino Verde, Carlo Alberto Rossi, Franco Migliacci, Mogol, Piero Ciampi e altri. La frenetica attività di musicista e di insegnante non gli precludi di iniziare un nuovo percorso culturale. A metà degli anni Settanta apre un’emittente radiofonica, Radio Maddalena, e, successivamente anche una televisione, Tele Maddalena. Fonda le emittenti e, anche in questo caso, si dimostra uno straordinario scopritore di talenti, di giornalisti, di dj e di speaker radiofonici. Per un suo vezzo, o forse perché nonostante le numerose qualità e le eccezionali carte che poteva giocare non difetto mai di umiltà, non è mai voluto mai comparire in video, e raramente è intervenuto ai microfoni della sua “rrrradio Maddalena, dicendo di chiamarsi Mister X.
(Ci manca il maestro Nino Abis. Manca a noi, che nutriamo della gratitudine, e abbiamo, nei suoi confronti, un debito di riconoscenza. Ma mancherà alla Maddalena, perché, come si soleva dire un tempo, era uno dei suoi “figli migliori”).

