Assume (senza dirlo) il ruolo di “coscienza critica” della maggioranza che governa la Regione. Lui, Renato Cugini, politico di lungo corso, con un passato da sindacalista prima e da consigliere regionale poi, non le manda a dire. Anche a costo di lanciare frecciate a esponenti della stessa coalizione di cui fa parte. Ecco un suo contributo. “Le questioni energetiche – attacca – assumono una giusta priorità: Sinistra futura ha già indicato la strada da percorrere. Tutto bene quindi? No. Da alcuni fatti politici di prima grandezza (sulla questione energia ho le idee abbastanza chiare, sulla proposta tecnica dell’assessore alla Sanità, in mobilità agile, poi ritirata non voglio infierire), emerge l’esigenza di una lettura politica aggiornata sulla funzione dei gruppi dirigenti dei partiti che hanno partecipato alle ultime elezioni regionali. Parlo dei partiti della maggioranza, di quelli che come sinistra futura hanno creduto dal primo momento sulla candidatura di Alessandra Todde“.
Secondo l’esponente di Sinistra futura “qualcuno,anche nel nostro mondo, è convinto che le battaglie si vincono abbassando la testa, sbaglia. La maggioranza del nuovo centrosinistra ha già vissuto una stagione politica di rinuncia alla propria funzione, i cinque anni che sono venuti prima della disastrosa esperienza della giunta sardo-leghista ci hanno detto che i partiti sono insostituibili. Dopo Francesco Pigliaru abbiamo perso le elezioni regionali, però le elezioni le abbiamo perse durante il governo Pigliaru. Sinistra futura non deve dare il cattivo esempio, non deve rinunciare alla battaglia politica, ci sono altri che lo fanno”.
Renato Cugini ha “minacciato” di fornire la sua ricetta sulla questione energetica, anche alla luce del recente incontro della Todde con il governo, giudicato positivamente un po’ da tutte le parti. “Sono convinto – osserva – che in commissione, nelle commissioni competenti, forti dei risultati scaturiti dall’incontro tra il governo nazionale e la Regione, si potrà scrivere una pagina nuova sulla produzione di energia dall’acqua, dal vento e dal sole. Ora occorre procedere speditamente nella produzione di una norma che metta al riparo l’ambiente e assieme la produzione di energia alternativa capace di affermare la transizione fermando l’uso dei fossili. Sarà bene chiarire che tra i nostri obiettivi c’è anche quello di evitare il più possibile la installazione di pale eoliche. Si deve produrre energia dall’acqua, occorre produrne grandi quantità, più acqua meno pale, si possono installare pannelli fotovoltaici su tutti gli edifici pubblici, più sole meno pale, si possono installare anche sui capannoni industriali, si possono installare sui tetti del case. Alla fine, sfruttando le produzioni meno impattanti, si verifica la capacità produttiva. Solo allora, e con verifica accurata su dove non si devono installare le pale eoliche, si potrà passare alla fase finale. Nel frattempo – conclude l’ex consigliere regionale – non deve essere concessa nessuna autorizzazione, chiunque la proponga o la sponsorizzi. L’ambiente che frequentiamo ci suggerisce la massima attenzione. I compagni consiglieri regionali non potranno distrarsi, i compagni del dipartimento energia, il partito piccolo, dalle idee grandi sono in attesa di essere chiamati a dare un contributo. Siamo tutti addetti a governare e tutti addetti a rappresentare”. (a.di.)

