di Augusto Ditel

“Se ci sarà ancora Settimo Nizzi alla guida della città, ci sarò anch’io. Altrimenti, rivolgerò lo sguardo verso un’altra parte”.

È un atto di amore (politico) senza precedenti, quello di Marco Balata, poco più che cinquantenne, tre figli di cui una di colore, laurea in economia, assessore al Turismo ma soprattutto ai Grandi Eventi, un incarico che gli ha permesso di raccogliere un pacco di voti d’opinione. Balata accetta di rispondere a tutto, senza rete di protezione.

O Nizzi o niente. Si spieghi meglio.

“Semplice. Io confido molto che il mio partito, Forza Italia, lavori per prorogare il mandato dei sindaci dei Comuni superiori ai 15mila abitanti. A questo punto, Settimo sarebbe ricandidabile e ricandidato, e ovviamente vincerebbe. Ecco, a quest’unica condizione, io farei parte della sua squadra, anche con un impegno diretto”.

Quindi lei oggi non partecipa alla corsa per prendere il suo posto?

“No. Intanto lui resterà in sella fino al 2027, dunque non so se ora è il caso di parlare di successione a un sindaco che ha trasformato la città”.

Non faccia l’indiano. Si sa che a quella fascia tricolore puntano la vicesindaca Sabrina Serra, Pietro Carzedda, Angelo Cocciu e, si è sempre detto, anche lei.

“Io le ho già risposto: non sarò della partita. Gli altri hanno tutto il diritto di provarci e di cimentarsi in una prova ardua ma esaltante”.

Insomma, cosa vuol fare da grande?

“Non mi nascondo: mi piacerebbe molto far parte della giunta regionale, con l’incarico di assessore al Turismo. In sette anni di presenza a livello comunale, e in quelli che rimangono, credo di aver messo a disposizione della comunità un bagaglio di esperienze e di conoscenze (coltivate soprattutto a Milano, città dove ho lavorato per diversi anni) che hanno consentito a Olbia di compiere un notevole salto di qualità sul piano dei grandi eventi. Penso al recente raduno dei piccoli calciatori (mille partecipanti) svoltosi a Olbia, Golfo Aranci e Porto San Paolo, al Red Valley, alla Formula 1 delle moto d’acqua, ai concerti di Capodanno, al motocross. Riconosco che mi hanno giovato anche gli eccellenti rapporti con lo staff di Salmo, il nostro Salmo”.

Dopo Zucchero, sarà difficile portare un altro di pari livello.

“Lo so che è complicato. Vedremo”.

Da Olbia a Cagliari, il tragitto è più lungo dei 300 chilometri di distanza. Non le pare un atto di presunzione?

“No, non sono un politico allo stato puro, ma piace ciò che gravita attorno alla politica. Sono già contento di aver dimostrato qualcosa, e vorrei continuare a migliorare me stesso, e ad apportare benefici al territorio che rappresenterei, se centrassi l’obiettivo”.

Tutto bene in maggioranza?

“Certo, la nostra maggioranza procede spedita e compatta”.

Sicuro? Qualche scricchiolìo si avverte, anche se non viene allo scoperto.

“Ognuno si comporta come crede. Da noi c’è un leader, Settimo Nizzi, e un progetto per la città che oggettivamente è cambiata in meglio: quando giro la Sardegna, mi sento sempre ripetere: eh, se noi avessimo un sindaco come il vostro…. Ecco, vede: se il canditato alla presidenza della Regione fosse stato lui, e non Paolo Truzzu, il centrodestra avrebbe vinto alla grande”.

Il primo cittadino non ammette critiche e spesso non esita a bacchettare tutti. L’ultimo episodio, l’attacco frontale a Ivana Russu del Pd.

“Non entro nel merito della disputa perché tutti abbiamo il nostro carattere e Nizzi non fa eccezione, ma la dialettica fa parte della democrazia”.

C’è chi muove un’accusa alla vostra giunta: che pensiate solo al centro storico, al lungomare, all’immagine, e trascuriate le periferie.

“Non è esattamente così. Ripeto: la città ha parecchie potenzialità inespresse; è molto migliorata ed è destinata a migliorare ancora. Alla fine della legislatura, Olbia sarà un gioiello. Le periferie? Certo, c’è ancora da lavorare per renderle più accoglienti, e gli anni che mancano alla fine della legislatura serviranno a colmare questo piccolo deficit”.

Cosa pensa dell’opposizione?

“Stimo tutti. Per carattere, cerco di non litigare con nessuno. Ho un ottimo concetto di Ivana Russu, di Rino Piccinnu di Davide Bacciu che si è trovato a dover affrontare un momento difficile per Olbia come l’alluvione. Insomma, fanno tutti bene il loro lavoro di consigliere di minoranza”.

Facciamo un giochino, passando alla sua maggioranza. Pietro Carzedda sogna di occupare lo scranno che fu di suo padre e sembra in pole position rispetto ad altri competitor.

“Chiarisco subito una cosa: Pietro è uno dei miei migliori amici, il cui numero si conta su una mano. Fatta questa premessa, credo abbia tutto il diritto di provarci”.

E Sabrina Serra?

“Ha ottenuto un buon successo alle ultime regionali. Forse si aspettava un po’ di più, ma ha contribuito molto al risultato di Forza Italia e dunque all’elezione di Angelo Cocciu. Mi è stato detto che, se lei e Bastianino Monni non avessero raccolto tutti quei voti, Angelo avrebbe rischiato”.

Ecco, ci siamo: Angelo Cocciu. Si dice che non siate proprio amici.

“Amico è una parola grossa. E poi in politica non è necessario, né obbligatorio, essere amici. Angelo è molto popolare, qualche volta abbiamo avuto delle divergenze, ma nulla di più”.

Ma lei andrebbe a cena con lui?

“Lui e io da soli, no. In compagnia, non avrei problemi”.

Qualcuno, anche del suo partito, la accusa di avere avuto e di avere tuttora un rapporto troppo stretto con Giuseppe Fasolino, che ora sta con i Riformatori.

“Giuseppe è un amico di vecchia data, ed è una persona che stimo. Ma sul piano politico io sto con Forza Italia”.

Un’ultima cosa: l’Olbia calcio, di cui lei è stato presidente. È retrocessa in D, e non sta vivendo un buon momento.

“Conosco l’ex presidente Alessandro Marino e ho apprezzato la sua gestione che ha permesso all’Olbia di affrontare otto campionati in serie C con un tocco di professionalità che altri dirigenti del passato (compreso il gruppo di cui facevo parte, con mio padre Libero, Mauro Putzu e Bruno Selleri) forse non avevano. Conosco meno i nuovi proprietari, ma mi auguro per davvero che tutto si sistemi in fretta perché l’Olbia è un patrimonio della città”.