Sinistra Futura e il Partito Democratico di Tempio, stufi di tante promesse, e in particolare dei lavori sul ponte che collega Olbia con l’Alta Gallura, e Tempio in particolare, chiedono che tutti i comuni galluresi si riuniscano in seduta congiunta per protestare contro questa situazione e, allo stesso tempo, chiedono all’assessore regionale competente di prendere a cuore la rivendicazione che, di fatto, divide in due il territorio gallurese.
“Lungo la via che si snoda tra i suggestivi paesaggi galluresi verso Olbia, un cartello insolente sfida i viandanti con la scritta “Vota Monti Pinu!”. Posizionato con astuzia provocatoria prima delle elezioni regionali, il cartello rimane eretto come monito e come monumento alla disillusione locale. Da oltre undici anni, i galluresi dell’entroterra sono costretti a deviare percorrendo strade alternative, un tributo involontario all’imponente forza del ciclone Cleopatra che ha annientato il famigerato ponte, lasciando dietro di sé una scia di distruzione che ha colpito duramente la Sardegna, con tre delle tredici vittime precipitate proprio nell’abisso provocato dal crollo del ponte.
Più a sud, un altro cartello avrebbe dovuto consigliare di “votare Coghinas”, sebbene non abbia mai visto la luce. È facile immaginare che qualcuno possa posizionarlo di fronte al ponte Diana, ormai chiuso da anni. Questo antico varco, un tempo arteria vitale per raggiungere Oschiri, ora rappresenta un’impresa titanica per i viaggiatori diretti da e verso Tempio. A nord, un ponte caduto; a sud, uno al limite del collasso. In entrambi i casi, i lavori di ripristino giacciono inerti, costringendo i cittadini galluresi a imboccare strade alternative, tortuose e pericolose”.
L’OSPEDALE. “Per il territorio – sostengono ancora Pd e Sinistra Futura -, la situazione è ulteriormente aggravata dal declino dell’ospedale Paolo Dettori di Tempio Pausania. Le emergenze mediche di rilievo devono essere trasportate fino agli ospedali di Olbia, distanti e difficili da raggiungere, rendendo la situazione sociosanitaria del tutto insostenibile. Le autorità hanno voltato le spalle al problema, ignorando le proteste delle popolazioni. Cantieri in stallo o pressoché abbandonati, coordinamenti lacunosi e un’assoluta mancanza di visione delineano il panorama.
L’ALLUVIONE. “Un’ennesima denuncia, apparsa sulla stampa regionale lo scorso novembre, ha evidenziato che, a dieci anni dall’alluvione, i lavori di ricostruzione rimangono incompiuti. Il ponte sulla provinciale 38bis, a Monte Pino, giace chiuso dal disastro, compromettendo gravemente la viabilità tra i comuni dell’alta Gallura verso Olbia. La precedente amministrazione regionale ha cercato di rassicurare, sostenendo che “negli ultimi dodici mesi si sono intrapresi passi significativi verso il completamento”. Tuttavia, è lampante che l’impresa incaricata dei lavori si trovi in ritardo cronico e sembri afflitta da difficoltà finanziarie. I mezzi restano spesso immobili per guasti trascurati, le forniture di materiale scarseggiano e gli operai vengono dirottati altrove. Le denunce riguardanti la lentezza dei lavori si sono susseguite nel tempo, senza riscontro. L’impresa pare ignorare i tempi stabiliti e la situazione si è fatta critica. Mentre non sono mancate le promesse di alcuni politici, sinora è mancata la volontà vera di risolvere, procedendo a tappe forzate verso la riapertura della strada e riconnettendo così le “due Gallure” artatamente tenute separate”.
Ed ecco la richiesta. “Chiediamo che tutti i consigli comunali si riuniscano in seduta congiunta per esigere che i lavori vengano conclusi entro breve tempo. Richiediamo inoltre un colloquio con l’assessore regionale competente della giunta Todde, al fine di ottenere la pubblicazione di un crono-programma aggiornato dei lavori, conoscere i piani della nuova giunta per migliorare la viabilità della Gallura e ricevere un impegno formale a tenere informati i cittadini su ogni sviluppo La Gallura reclama risposte e azioni concrete.

