Fabio Fresi ci va giù duro. Questa volta, attacca da solo l’amministrazione comunale di Arzachena guidata da Roberto Ragnedda. Il consigliere di minoranza è molto contrariato per l’immagine negativa di alcuni luoghi che invece dovrebbero accogliere il turista senza dare l’idea che ci si trovi di fronte a un cantiere edile. E nella sua protesta fa anche riferimento a qualche spesa destinata a un non meglio identiicato “amministratore mandato in vacanza. Nonostante le numerose chiacchiere e le ‘incomprensibili strategie turistiche’- argomenta Fresi – l’accoglienza dei Maxi Yacht a Porto Cervo si presenta sempre più squalificata. La nostra grande Reception sul Mare, quella che dovrebbe essere la vetrina turistica per eccellenza, mostra tutte le contraddizioni di una politica turistica inesistente, affidata al caso e agli annunci spot. La verità è che non esiste alcuna strategia di governo del territorio. Ma è possibile che non si riesca a prendere atto delle macroscopiche contraddizioni? Spendere soldi pubblici per mandare qualche amministratore in vacanza in destinazioni di massa non serve alla nostra economia turistica”.
Nella denuncia di Fabio Fresi, c’è anche un riferimento alle antenne delle società di telefonia. “Disseminare il territorio di Antenne 5g – aggiunge i consigliere di opposizione – senza rispetto per la salute delle persone del paesaggio e dell’economia non è una buona politica. Accogliere i Maxi Yacht e i turisti a metà Giugno in mezzo alla polvere, ai cantieri, insomma nel caos più totale, non credo sia una buona politica turistica. L’accoglienza di un Comune, che non persegue il fine della vivibilità, del buon senso e del bello, realizzando marciapiedi, grigi e scadenti, che non si realizzano più nemmeno nei sobborghi delle grandi città, è destinata ad adeguarsi a modelli di massa che impoveriranno il territorio. Certo, l’affermazione di tutelare la salute, l’ambiente e l’economia turistica e poi disseminare le Maxi Antenne 5G nei punti di maggiore visibilità (esempio Porto Cervo) in totale disprezzo alla vista panoramica, si commenta da sola. La nostra economia non può vivere di passerelle luccicanti per qualche settimana, forse utili a chi cerca disperatamente una visibilità perduta, ma questa non è una buona politica”.

