È (quasi) fatta per l’Olbia. Il “quasi” è obbligatorio perché – con questi chiari di luna, e con chi ama gufare anziché costruire – non si sa mai dove si può andare a parare, ma il pericolo del fallimento del club gallurese sembra scongiurato, così come invece è confermato l’ingresso dalla porta principale di Roberto Felleca. L’imprenditore di Selargius sta per diventare il numero 1 dell’Olbia “versione serie D” e non nasconde l’ambizione di ripetere i successi ottenuti con il Como (gli addetti ai lavori sostengono che se oggi la squadra lariana è in serie A, dopo ventun anni di assenza dalla massima serie, lo si deve anche a Felleca) e il Foggia, due club rigenerati dopo il fallimento. Negli ultimi giorni – forse sarebbe più corretto palare di “ultime ore” – le trattative in corso tra quello che già viene chiamato “il salvatore della patria” e tre operatori economici (anche Ninni Corda è impegnato fortemente in questa direzione) si sono fatte sempre più serrate. Salvo clamorosi capovolgimenti di fronte o rotture sul filo di lana, l’accordo potrebbe essere comunicato ufficialmente domani o dopo.

Roberto Felleca, come annunciato più volte e da più parti, si occuperebbe dell’aspetto sportivo, cioè dell’iscrizione al campionato, della gestione del club, a partire dalla formazione di una squadra competitiva in grado di risalire subito in Legapro. La parte svizzera, proprietaria del 70 per cento delle quote sociali, invece, penserebbe a risanare la società dal punto di vista finanziario, attraverso un accordo extragiudiziale con i creditori, sul quale si starebbe già lavorando. A questo punto, se le indiscrezioni (che comunque arrivano da fonti solitamente ben informate) trovassero conferma, alcuni elementi – a partire da Daniele Ragatzu – farebbero parte della squadra che punterà alla promozione tra i professionisti. L’Olbia intanto saluta e formula un grande “in bocca al lupo” al portiere Filippo Rinaldi e al difensore (del Cagliari) Luigi Palomba, che passeranno quasi sicuramente alla Vis Pesaro.