Aeroporti sardi, dopo lo scontro, si decolla verso l’accordo. La Regione infatti ha chiesto alla Camera di Commercio di Cagliari-Oristano di entrare nell’operazione di unificazione della gestione degli aeroporti sardi e di sospendere la fusione per incorporazione che la stessa Camera di Commercio del capoluogo stava per perfezionare. In questo momento il colosso F2I (fondo attivo nelle infrastrutture, controllato dalla Cassa Depositi e Prestiti, Fondazioni bancarie e istituti di credito) gestisce gli aeroporti di Alghero e Olbia e, dopo la netta apertura da parte della Regione che chiede di pesare almeno per il 5 per cento delle quote, comprenderà anche Cagliari. In ogni caso, perché si giunga alla fase operativa occorreranno alcuni mesi: si ipotizza che l’iter si possa concludere entro la fine dell’anno.

Se da un lato, il presidente della Camera di Commercio di Cagliari Maurizio De Pascale ha confermato di aver ricevuto una comunicazione ufficiale da parte della presidente, dall’altro la stessa Alessandra Todde ha spiegato qual è la posizione sua e della maggioranza di governo, si suppone. «Questa operazione sino a ieri escludeva la Regione. Ciò è impensabile perché è impossibile che in processi strategici e sinergici come questo non ci sia anche la presenza della Regione. La gestione unitaria degli aeroporti riguarda le porte di ingresso e uscita dell’isola. La sua gestione virtuosa e attenta è un elemento fondamentale per la nostra l’economia. Dobbiamo esserci per contribuire a governare questo processo. Gli avvocati stanno studiando le forme di acquisizione delle quote. Intendiamo salire oltre il 5 per cento – ha confermato Todde – per esercitare appieno il nostro ruolo di controllo e stimolo”.

Siamo a una svolta, insomma, a una netta inversione di tendenza. Pochi mesi fa, infatti, il presidente Christian Solinas aveva presentato un ricorso contro l’ipotesi di fusione delle tre società di gestione degli aeroporti isolani. La Regione è già presente nella Sogaer, ma con quote irrilevanti: direttamente con lo 0,72 per cento, indirettamente tramite Sfirs con il 3,43 per cento. Ora, secondo la richiesta della governatrice, si dovrebbe superare il 5 per cento.

Tutto sommato i sindacati, come hanno dichiarato pubblicamente Arnaldo Boeddu della Cgil e Elisabetta Manca della Uil, oltre a predicare chiarezza e trasparenza, sono decisamente favorevoli a patto che si tenga d’occhio l’occupazione e sia tutelata la mobilità dei sardi.