Salvatici (o Aliboni), Petta, Lo Franco, Vullo, MODICA, Caocci, Marongiu, Selleri, Piras, Giagnoni, Bagatti. Ma anche Taddeini, Di Carlo…
La memoria corre all’indietro per ricordare uno squadrone che annaspava nei bassifondi della classifica e che il “mago” Gennaro Rambone (uno che dava del lei ai giocatori e fece arrrivare Pinuccio Petta a un peso di 70 chilogrammi) guidò verso la salvezza (una sola sconfitta, a Ravenna per 1-0, su calcio di rigore segnato dall’ex Cianchetti), al termine di un campionato sofferto, ma esaltante. Quello nel quale Bruno Selleri segnò un gol (forse l’unico della sua carriera) ad Arezzo, contro un avversario fortissimo, al termine di un micidiale contropiede (che oggi si chiama ripartenza). Abbiamo cominciato con la celebrazione dell’allenatore napoletano per omaggiare un altro dei suoi condottieri più rocciosi che se n’andato nei giorni scorsi, a Forlì. Parliamo di Francesco Ciccio Modica, classe 1952, difensore tosto, uomo perbene, uno di quelli (e sono tanti) che hanno lasciato a Olbia un ricordo indelebile. E in questo ricordo vanno inserite alcune ragazze dell’epoca che avevano un debole per lui. “L’ho sentito il 24 giugno – racconta Francesco Sotgiu, memoria vivente della squadra bianca – e mi aveva assicurato che stava abbastanza bene, nonostante stesse combattendo con con… un avversario non proprio corretto sul piano della salute. In un paio di giorni, se l’è portato via. Ciccio ha fatto parte di una stagione irripetibile, nella metà degli anni Settanta: prima con Feliciano Orazi, con cui vincemmo il campionato di serie D, poi quando fece parte della formazione tipo dell’Olbia targata Gennaro Rambone”.
Nato a Piana degli Albanesi, un comune della città metropolitana di Palermo, e dopo la classica gavetta in alcune squadre della Sicilia, Modica arrivò a Olbia grazie alla segnalazione di Renato Caocci, con il quale formò una coppia di difensori insuperabili. Il club guidato dall’allora presidente Elio Pintus si fidò della… raccomandazione di Caocci e lo acquistò senza pentirsene neanche per un momento. Quando poi, approdò nella città gallurese Totò Vullo, beh, allora il cerchiò si chiuse felicemente. I due magnifici siciliani furono l’anima del reparto arretrato di quella mitica squadra e l’intesa raggiunta con gli altri reparti (centrocampo sontuoso con Piero Giagnoni e Bruno Selleri, attacco micidiale con Piras, Bagatti e Pelè Marongiu) frasentò la perfezione.
Ora Ciccio è lassù che palleggia con chi lo ha affrontato da avversario e con chi ha avuto il privilegio di indossare la stessa sua maglia, sempre madida di sudore per le epiche battaglie combattute in campo.
