Com’era la storia di Silvio Berlusconi, presidente-operaio? Per chi l’ha dimenticato, più di una volta l’allora premier si fece immortalare col casco (giallo) in testa mentre dirigeva i lavori in un cantiere, nel corso dell’inaugurazione di un’opera. Ebbene, Settimo Nizzi lo ha preso ancora una volta come esempio e oggi, ha indossato il casco (bianco, come la camicia infilata nei jeans) e si è messo ad azionare una potente benna per dare il via ai lavori di demolizione di una delle opere incongrue potenzialmente pericolose in caso di alluvione: il ponte di via Galvani. Di fronte a una piccola folla di curiosi, il primo cittadino ha praticato i primi tre fori nell’asfalto caldissimo e poi ha affidato il mezzo meccanico all’addetto dell’impresa che ha continuato a martoriare i timpani di chi sorseggiava il caffè al “Green Park”, distante pochi metri. Non è la prima volta che il primo cittadino si cimenta in operazioni che poco o nulla hanno a che fare con la sua professione di medico. “Mi piace utilizzare questi mezzi – ha confessato – e l’ho fatto volentieri. Certo, mi sono anche ispirato a Silvio Berlusconi, anche lui uomo del fare, che vigilava su di noi, da lassù”.

E scavando sulle abitudini (nascoste) di Nizzi, abbiamo scoperto che ne ha una molto particolare: fa il collezionista di fasce. Sì, avete letto bene. Tutte le volte che taglia un nastro tricolore (cosa che è avvenuta solo pochi giorni fa in via Figoni), senza farsi notare, il primo cittadino si arma di forbicine e ritaglia un pezzo di stoffa tricolore sul quale annota, con pazienza certosina, la data dell’evento e ovviamente il dettaglio dell’opera inaugurata. Domanda: che cosa ne sarà di questa raccolta con firma autografa del sindaco? Non abbiamo avuto il tempo di chiederglielo, né sappiamo quanti centimetri quadrati occupa, ma c’è chi giura che, piano piano, sta costruendo un collage da appendere a un muro di casa.

Sindaco operaio, insomma, ma anche sindaco collezionista di… tagli.