“La scellerata decisione dell’amministrazione Ragnedda di convocare il consiglio comunale in pieno agosto per l’adozione del PUC, senza alcun preavviso e condivisione con la popolazione, lascia sgomenti e fa sorgere seri interrogativi circa le reali motivazioni sottese a questa scelta”. Comincia in questo modo il documento firmato da Sebastiano Beccu per conto del Partito Democratico di Arzachena. Il clima, dunque, non sarà sereno oggi, durante la discussione del Puc nella seduta di consiglio comunale dedicata al tema più delicato e importante per il comune che ospita i 2300 ettari della Costa Smeralda e che fonda il suo sviluppo sul cemento. Il Pd abbraccia in toto quindi le posizioni dei tre consiglieri di minoranza che, da tempo, attaccano il sindaco Roberto Ragnedda e la maggioranza di cui loro stessi facevano parte per le ragioni più disparate. Fabio Fresi e Francesca Pileri del gruppo misto, e Rino Cudoni di Piattaforma Arzachena hanno tutta l’intenzione di dare battaglia oggi, ma anche dopo la prevista pausa ferragostana.
“La documentazione del piano – sostiene il Pd – non è stata condivisa con alcuno e addirittura ancora oggi mai divulgata pubblicamente, cosa mai avvenuta nella storia del paese. I pochi cittadini che ne hanno preso visione lo hanno potuto fare solo grazie alla condivisione dei file digitali da parte dei consiglieri dell’opposizione. Il piano è affetto da macroscopiche illegittimità, basato su dati obsoleti e, addirittura, in aperto contrasto con le disposizioni volte alla tutela dai rischi idraulici e geologici”. Nei giorni passati, i tre esponenti della minoranza avevano protestato vivamente sostenendo che il Puc fosse stato “calato dall’alto e che soprattutto, dopo l’adozione, sarebbero scattate le misure di salvaguardia e dunque si sarebbe bloccatata tutta l’attività”. Il primo cittadino invece ha sempre sostenuto che “questa è una svolta storica, epocale, di straordinaria importanza per la nostra comunità”. “Di epocale, per usare le parole trionfanti del Sindaco – aggiungono i Dem – c’è il totale disinteresse alle reali necessità della popolazione residente di tutto il comune di Arzachena. A fronte di una grave e ormai cronica assenza di alloggi per i residenti, certificata dal piano che indica più del 70% delle unità abitative esistenti non occupate dagli stessi, l’amministrazione Ragnedda pianifica nuove zone di completamento (le Zone B caratteristiche del paese) o lontane dal centro urbano e ad oggi totalmente inedificate, come ad esempio a Monticanaglia e a Santa Teresina, o addirittura arriva a classificare zona B l’area ricompresa tra il Billionaire e il Golfo del Pevero, senza alcun criterio logico ma, evidentemente, con l’intento poco velato di concedere semplicemente un privilegio ai soli fortunati proprietari delle aree. Dopo che il Sindaco e l’assessore all’urbanistica si sono riempiti la bocca sulla necessità di far rivivere il centro del paese e i borghi storici, attraverso precisi francobolli buttati con precisione qua e là, vengono individuate aree commerciali sparse su tutta la strada Arzachena – Porto Cervo, scelta che rappresenta l’esatto opposto di quanto proclamato e che danneggerà ulteriormente le attività commerciali del centro storico”.
C’è poi un passaggio dedicato ad asset appartenenti alla proprietà della Costa Smeralda. “E’ prevista la realizzazione di un ampliamento dell’Hotel Cala di Volpe (perché questa scelta arbitraria senza fornire alcuna giustificazione?), ignorando i vincoli PAI e il divieto assoluto di prevedere nuovi volumi nei 300 metri dalla battigia a cui va aggiunta la previsione di bizzarre aree vaste definite “parco” su cui si potranno realizzare non meglio precisati interventi edilizi, addirittura consentendone la realizzazione all’interno dei 300 metri, a dimostrazione quindi non solo del pressapochismo che ha distinto l’operato della maggioranza, ma addirittura dello specifico intento di aggirare i vincoli esistenti. Appare evidente che l’unico elemento che non è stato preso in considerazione in questa folle programmazione urbana sono i cittadini residenti ai quali, oltretutto, da venerdì sarà impedito per i prossimi tre anni qualsivoglia intervento edilizio in contrasto con il nuovo piano. Ci si chiede se la maggioranza abbia ben riflettuto su questo aspetto”.
Il PD dunque annuncia di “volersi opporre in tutte le sedi a questo scempio, interessando della vicenda la direzione della pianificazione regionale e tutti gli enti competenti ad intervenire. A partire da settembre il circolo cittadino PD organizzerà incontri aperti a tutta la cittadinanza e agli addetti ai lavori per discutere del piano e, da questo sacrosanto dialogo volutamente omesso dall’amministrazione, avanzerà le proprie osservazioni al PUC adottato, ponendo in evidenza le reali necessità degli arzachenesi che emergeranno da tale confronto.

