Alessandra Todde non ci sta. Ha appena appreso i particolari delle tesi governative a corredo dell’impugnazione della legge sulle energie rinnovabili ed è andata su tutte le furie. “Leggendo la delibera di impugnazione proposta dal Consiglio dei ministri contro la nostra legge regionale che blocca la speculazione energetica – sostiene la presidentessa – , mi colpisce particolarmente una frase: la legge voluta dai sardi e approvata lo scorso 3 luglio dal consiglio regionale “sta generando dubbi tra gli operatori del settore”. Quindi al governo Meloni non interessa la tutela del paesaggio, la salvaguardia ambientale o le lecite preoccupazioni dei cittadini spaventati dall’impatto della speculazione sul nostro territorio. No. Sono prioritari i dubbi sorti tra i vari operatori del settore infastiditi dalla scelta della Sardegna di dotarsi di una legge – evidentemente molto efficace vista la richiesta di sospensione immediata – che mette ordine al caos ereditato da anni di immobilismo della precedente giunta”.
Quanto ai nuovi impianti che stanno per essere realizzati, il capo dell’esecutivo regionale continua a indirizzare i suoi strali contro il governo Meloni. “Mi state segnalando roboanti articoli in cui si scrive di imponenti impianti in procinto di essere costruiti o che qualcuno vorrebbe costruire. Non lo si può fare, è vietato. La nostra legge è chiara, diretta ed efficace, e resterà in vigore fino a quando non si pronuncerà la Corte Costituzionale. Nel frattempo noi stiamo già lavorando alla mappa delle aree idonee, attraverso un percorso partecipato tra Regione, Comuni e cittadini. Dopo l’autonomia differenziata che depotenzia la nostra autonomia e impatta negativamente sulle nostre risorse, dopo l’approvazione del decreto materie prime critiche che vorrebbe sottrarci la competenza nella gestione di cave e miniere senza garantirci alcuna tutela ambientale e paesaggistica, dopo aver impugnato la nostra legge che mette le basi per garantire una transizione ecologica seria, democratica e realmente connessa ai bisogni dell’Isola e dopo essersi dimenticati della Sardegna – nel silenzio assordante dei parlamentari di maggioranza – non assegnandole nessuna risorsa contro la siccità, quale altro regalo ci arriverà dal governo? Magari un’altra legge che impatta sul nostro statuto? Oppure il deposito delle scorie nucleari?” “È evidente – conclude Todde – che il governo nazionale e i suoi rappresentanti – gli stessi che qui in Sardegna urlano allo scandalo ma a Roma tacciono – non hanno a cuore la nostra terra. Ne prendiamo atto, ma la Regione e i sardi non si fermeranno comunque. Potete starne certi”.
