Mi piace Lorenzo Sonego. Gioca un bel tennis, pulito ma non esasperato. Non dà mai l’ impressione di volere o dover vincere a tutti i costi.
Si presenta tranquillo, con un sorriso quasi timido, offre la sua onesta prestazione, si presenta alla finale di Winston Salem (Usa) come uno che pensa “anche se dovessi perdere, sono comunque contento di essere arrivato fin qui!” Poi va a finire che vince pure, e aggiunge un altro tassello alla sua carriera, che sebbene non somigli tanto a quella dei fenomeni come Sinner o Alcaraz, Djokovic o Zverev, è comunque apprezzabile, con 4 titoli ATP e oltre 6 milioni di dollari vinti finora in carriera.
Sonego ha 29 anni, è giovane ma non giovanissimo visto che i nuovi mostri, tutti in fortissima ascesa, hanno età comprese tra i 19 e i 23anni. Lui se l’è presa comoda, non gli hanno messo la racchetta nella culla, di conseguenza non sarà mai considerato un fenomeno, però ha un’ aria di normalità che gli altri non hanno, costretti come sono a dover per forza vincere, mentre lui vince senza essere costretto a farlo.
Naturalmente dicevo, non avrà la stessa carriera dei mostri che ho citato prima, è assai improbabile che diventi il numero uno al mondo, però ho l’impressione che non sia nemmeno interessato. Immagino che quel livello di stress psico fisico a cui dovrebbe sottoporsi, che forse gli darebbe grandi soddisfazioni, costituirebbe probabilmente un peggioramento della qualità della sua vita, che oggi invece gli consente una tranquillità invidiabile
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Bravo Sonego, uno che se l’è presa comoda: nessuno gli ha messo la racchetta nella culla
Non è giovanissimo (ha 29 anni) e gioca un bel tennis, è probabile che non diventi numero 1 al mondo. Non somiglia molto a certi mostri sacri come Sinner, Alcaraz, Djokovic o Zverev, ma sembra a che la cosa gli interessi poco. Gli piace vincere ma dà l’impressione di non essere costretto a farlo

Lorenzo Sonego
