Ieri sera, in piazza dello Scolastico ad Olbia, Paolo Pinna Parpaglia ha presentato, davanti ad una folta platea, il suo ultimo romanzo dal titolo Il mistero di Tavolara. L’autore è un avvocato di Cagliari con una grande passione per la scrittura, alla quale si dedica con abnegazione nei momenti liberi che la professione gli concede.
Aumentano, con nostro grande orgoglio, gli scrittori isolani che narrano racconti ambientati nei luoghi più disparati della Sardegna, così come stanno aumentando i consensi che ricevono anche a livello nazionale. È il genere giallo e legal thriller, quello in cui l’autore si sente maggiormente a proprio agio, nonostante abbia scritto anche libri di generi diversi grazie ai quali ha vinto alcuni premi letterari.
Ognuno di noi ha un luogo del cuore, quello che ha caratterizzato l’infanzia. Un luogo che, nonostante il tempo trascorso dall’ultima volta che si è visitato, rimane dentro, vivido, scolpito nell’anima e nella testa. Ognuno porta quel luogo in uno zaino ideale durante tutto il corso della vita e lo ripropone a se stesso e agli altri in diverse maniere. Alla domanda doverosa del perché uno scrittore cagliaritano abbia scelto proprio Tavolara come luogo principe del racconto, Paolo Pinna Parpaglia ha confidato al pubblico che “sua maestà” è da sempre il suo luogo del cuore, quello che gli fa ricordare i tempi d’oro dell’infanzia con la famiglia e che gli fa dire, senza ombra di dubbio, che non può esistere estate senza la possibilità di poterla ammirare da vicino.
Il Mistero di Tavolara è un giallo molto interessante, una scrittura pulita e scorrevole. In questo racconto non mancano momenti di suspense e sorprese inaspettate. Si narra di un gruppo di giovani, i quali, dopo aver frequentato un corso di conversazione emozionale guidata, tenutosi a Olbia, organizzano nel mese di marzo, una gita a Tavolara, nella parte dell’isola interdetta per la presenza di strutture militari. Quello che accade durante la vacanza è misterioso e inquietante: c’è uno spietato killer, la cui comprensione dell’ identità metterà in seria difficoltà il lettore. C’è il commissario di polizia Angelo Rianni, personaggio particolare e affascinate che ha il compito di condurre le indagini, ci sono i pescatori di Porto San Paolo, c’è l’ospedale di Olbia ed alcune vie della città. E c’è tanto altro di molto caro a chi in questi luoghi ci è nato e vissuto.
Durante la serata l’autore ha svelato qualche segreto sulle tecniche di scrittura di libri gialli, ha raccontato qualche aneddoto di vita personale e familiare e ha confidato al pubblico tutte le difficoltà che uno scrittore incontra nel momento in cui decide di pubblicare il proprio racconto.
La serata è terminata con la promessa dello scrittore di tornare ad Olbia per la presentazione del prossimo romanzo che sarebbe già in corso d’opera.
Moderatore dell’evento, facente parte della rassegna letteraria “Sul filo del discorso” è stato Ivan Ponsano, appassionato di lettere e arte, traduttore di opere note in gallurese.