La maglia è sempre quella: bianca, immacolata. C’è il Faro (uno dei simboli della città di Olbia) e un cuore grande così. Una scelta precisa per Gianni Spanu, olbiese, nato e cresciuto anche come calciatore nella “cantera” di casa, roccioso e sanguigno difensore, forse un po’ meno dotato sul piano tecnico del fratello Piero, profeta del calcio giovanile. Perché parliamo di lui? Perché alla fine della scorsa settimana ha presentato la “sua” Olbia 1905 Academy, una sorta di marchio di fabbrica che da queste parti significa insegnare a giocare a pallone a qualcosa come 250 ragazzini, dai quattro ai sedici anni, che si alleneranno nei campi del Geovillage e a Golfo Aranci. Fino a… l’altro ieri, Gianni (soprannome di famiglia Buccia), faceva il talent scout per conto dell’Olbia, tant’è che il suo brand faceva parte integrante di quello del club gallurese, mentre oggi ognuno cammina con le proprie gambe. E questo fatto, a Gianni Spanu, dispiace.

“Non voglio fare polemiche, si può insegnare calcio ai ragazzi anche se non si abita nella stessa casa: l’importante è farlo”. Diplomatico, il mister. Poi, per cercare di capire, gli chiediamo qualche particolare in più. “Agli inizi di giugno – racconta – ho parlato con i nuovi proprietari dell’Olbia per sapere se e in quale modo si potesse continuare a lavorare assieme. In quell’occasione, mi è stato chiesto se fossi stato disponibile a proseguire ancora per un anno. Dopo aver detto immediatamente di sì, aspettavo un secondo incontro per definire meglio i termini dell’accordo. Si pensi che addirittura qualcuno mi fece capire che sarei potuto diventare il responsabile tecnico del settore giovanile, che comprende gli Allievi e i Giovanissimi. Inutile nascondere che la cosa, se si fosse rivelata vera, mi avrebbe riempito di gioia”. Invece è avvenuto lo strappo. “Ho aspettato, ho fatto trascorrere i giorni, poi, in mancanza anche di un semplice cenno, ho capito che probabilmente i dirigenti dell’Olbia avevano cambiato idea oppure avevano in mente altre soluzioni. A quel punto non mi restava altro da fare che andare avanti per conto mio, e presentare ai genitori la mia Academy. A loro in ogni caso ho ribadito che non ho nulla contro l’Olbia, anzi rimarrà per sempre in me il ricordo di un percorso fatto assieme con gioia e soddisfazione”.

Di più. Da fonte certa, abbiamo appreso che i massimi esponenti dell’Olbia Calcio (se non tutti, quasi tutti) sono stati invitati alla cerimonia di presentazione dell’Academy di Spanu, ma non si è visto nessuno. Un segno inequivocabile del mancato interesse a una collaborazione futura.

Una domanda, a questo punto, sorge spontanea: l’Olbia calcio curerà il settore giovanile? Pare di sì. Ma non con Gianni Spanu. Meglio un tecnico argentino (come il presidente Guido Surace) che, appunto, seguirà gli Allievi e i Giovanissimi. Tutto lecito, ovviamente. Però, bastava dirlo subito. O no?