Il defibrillatore automatico o semi automatico può essere utilizzato da tutti, non è necessaria la Laurea in Medicina. Unica regola è aver frequentato e superato il corso di BLSD ( Basic life support defibbrilation). Questo è un corso teorico pratico della durata di alcune ore che ha lo scopo di insegnare ed abilitare personale sanitario e laico alle manovre di primo soccorso associate all’impiego del defibrillatore (DAE).
È di qualche ora fa la notizia data da Moro Seduto che informa di una serata di beneficenza che si terrà domani alle 20,30 a Olbia, organizzata dal Rotary Club, associazione presieduta da Francesco Marcetti. Con il ricavato della serata verranno acquistati dal Rotary dei defibrillatori da posizionare in punti strategici del centro storico di Olbia.
Nella sezione “commenti” della notizia su citata, è apparsa una congrua domanda da parte di una lettrice, la quale si chiedeva chi avrebbe potuto utilizzare i vari DAE a disposizione, vista la oramai nota e grave carenza di personale sanitario nel territorio.
Ogni anno in Europa si verificano 400 mila arresti cardiaci, di cui 45 mila in Italia (dati ISTAT). Solo nel 6% dei casi, nella nostra nazione, chi assiste, interviene con le manovre salvavita, e questo indica che per la stragrande maggioranza dei casi, la possibilità di essere salvato e di evitare esiti di anossia cerebrale dovuta all’arresto cardiaco, attendendo i soccorsi, non è alta. Nell’arresto cardiaco improvviso, essendo patologia tempo dipendente, ciò che aumenta notevolmente la possibilità di ripresa sono la messa in atto immediata
delle manovre salvavita (rianimazione cardio-polmonare), ma soprattutto l’utilizzo celerissimo del defibrillatore.
Ecco che l’intervento di un semplice cittadino abilitato al BLSD può fare la differenza, che in termini pratici vuol dire salvare una, cento, mille vite. Chi viene assistito con il DAE prima dell’arrivo dell’ambulanza ha un tasso di sopravvivenza del 60% in più rispetto a quello delle persone soccorse solo all’arrivo dell’ambulanza.
Negli Stati Uniti e anche in diverse nazioni europee, i principi del BLSD si iniziano ad insegnare già dalle scuole elementari per poi proseguire, in modo più articolato e strutturato, lungo tutto il percorso scolasticodei ragazzi. Difatti, in quelle nazioni, la percentuale di soccorso immediato da parte di semplici cittadini è molto alta, con la positiva conseguenza dell’aumento del tasso di sopravvivenza delle vittime di arresto
cardiaco improvviso.
IL BLSD dovrebbe essere un corso obbligatorio e gratuito per i ragazzi nelle scuole e per tutti i cittadini desiderosi di poter essere d’aiuto ad un altro essere umano nel momento del bisogno. Chi dovrebbe pensare a questo? Per ora, l’organizzazione di questi corsi potrebbe essere appannaggio “volontario” per un nobile fine, delle amministrazioni comunali in collaborazione con sanitari istruttori del corso in questione e volontari delle associazioni di soccorso. Sarebbe davvero frustrante avere tanti defibrillatori nei punti strategici della città e non poterli utilizzare, nel momento della necessità, perché nessuno dei presenti ad un arresto cardiaco conosce quelle poche e semplici nozioni necessarie a salvare una vita.
In caso di necessità ed in mancanza di altro, ricordiamo ai testimoni di un arresto cardiaco che è necessario chiamare subito la centrale operativa 112 (ex 118) sia per chiedere soccorso, ma anche per essere guidati telefonicamente nelle manovre da attuare a tempo zero in attesa dei soccorsi. Il Talmud di Babilonia ci ricorda, oggi come ieri, che Chi salva una vita, salva il mondo intero.
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Chi salva una vita, salva il mondo intero: ecco come usare il defibrillatore
La dottoressa Giangrande, colonna portante del nostro sito, prende spunto dalla domanda di una lettrice di “Moro Seduto” per spiegare in modo semplice l’utilizzo di questo essenziale strumento. Questa la proposta: “Bisognerebbe fare dei corsi gratuiti per i ragazzi che frequentano le scuole”
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