Suggestioni o esigenze? L’interrogativo non sembra peregrino, ripensando alla (brutta) prestazione dell’Olbia al debutto di campionato. Al di là del fair play imperante anche da queste parti; dell’encomiabile ottimismo del presidente Guido Surace (domenica, dopo la gara, ha ripetuto la storiella del “bicchiere mezzo pieno”, mettendo in evidenza “che oggi c’era molta gente sugli spalti, più dell’anno scorso”); dell’apprezzabile benevolenza accordata dai supporter alla squadra nonostante i tre schiaffoni (ci sono stati gli applausi, che equivalgono a un’apertura di credito, con la speranza di tempi migliori), resta il fatto che l’Olbia ha bisogno come l’ossigeno di almeno altri tre elementi di peso e di categoria (portiere, un attaccante ma anche un altro centrocampista) per essere considerata competitiva, e dunque in grado di frequentare costantemente la parte più nobile della classifica. Immaginiamo che, domenica scorsa, il primo a trascorrere una notte insonne è stato proprio il tecnico Marco Amelia, al quale va dato atto della sua onestà intellettuale nel momento in cui si è addossato (quasi) tutte le responsabilità della scoppola, a partire dall’errore di aver schierato Lucarelli dall’inizio e da quello di non aver impiegato subito Furtado. Il tecnico deve riflettere anche sulla prova di qualche altro elemento (Gonzalez per esempio) che ha un po’ deluso le aspettative, sui due cartellini rossi rimediati da Arboleda e La Rosa, gli unici “reduci” della passata stagione (a Sassari, contro il Latte Dolce, non ci saranno ma rientrerà Anelli) e sull’assetto complessivo, a partire dal centrocampo e dalla posizione di De Grazia, sicuramente un ottimo elemento. Anche Ninni Corda crediamo che domenica non abbia trascorso una serata tranquilla ripensando alla gara. Facile immaginare che i due massimi esponenti dell’Olbia sul piano tecnico- supportati, si suppone, dalla proprietà – ieri e oggi abbiano lavorato alacremente per trovare le soluzioni più appropriate per rinforzare l’organico.

Questa lunga premessa serve per fare il nome di un portiere che farebbe davvero la differenza. Parliamo di Federico Marchetti, al quale di certo non fa difetto l’esperienza. Nato a Bassano del Grappa nel 1983, l’ex del Cagliari (stagione 2011/12), ha indossato anche le maglie di Torino, Pro Vercelli, Crotone, Treviso, Biellese, Albinoleffe, Lazio, Genoa, Spezia, per finire con l’Hamrun Spartans (Malta). Oggi è svincolato, e – da quel che se ne sa – integro sul piano fisico. Tramontata l’ipotesi del ritorno a casa di Aresti (che di recente ha conseguito il patentino di direttore sportivo), l’idea che Marchetti (228 presenze in A, 46 in B, 75 in C, a parte le 34 in Europa League e Premier League) possa difendere la porta dei bianchi starebbe prendendo corpo soprattutto nella mente dell’allenatore che di portieri se ne intende. Solo le prossime ore ci diranno se questa è una suggestione oppure se l’esperto numero 1 possa arrivare per davvero.