Massì, un sorriso per la stampa non si nega a nessuno. Figuriamoci – come si può notare dalla foto principale a corredo di questo pezzo – se potevano fare eccezione due politici di lungo corso come Pietro Carzedda e Rino Piccinnu, protagonisti di una cerimonia sobria, per certi versi un po’ casual – svoltasi nell’orrenda (giudizio personale) aula consiliare di via Nanni – di fronte ai dipendenti della Provincia che hanno così salutato – anche loro con un sorriso – il passaggio di consegne (e della relativa fascia azzurra) dall’esponente di Forza Italia e quello del Pd, fresco fresco di nomina da parte di Alessandra Todde (che ha ringraziato all’inizio del suo inervento). Ha attaccato Carzedda, ricordando “gli impegni presi e rispettati a proposito di alcune opere scolastiche e di alcune strade” (le principali competenze di questo ente intermedio che dovrebbe collocarsi tra la Regione e i Comuni) e il complesso iter burocratico sul ponte di Monte Pino, crollato dopo la tragica alluvione del 2013, “i cui lavori, secondo l’Anas, dovrebbero riprendere entro il prossimo 30 novembre. Si tenga presente – ha ricordato l’esponente forzista – che per un solo documento abbiamo dovuto attendere qualcosa come un anno e otto mesi di tempo”.

NO AI CAMPANILI. Preso il testimone, Piccinnu – giacca blu, camicia bianca con gemelli – ha indossato, con immediatamente ecumenismo, sotto lo sguardo attento dell’ex assessore regionale all’Agricoltura Pier Luigi Carìa, i panni del politico super partes senza mai dimenticare di essere sempre stato e di essere ancora un po’ democristiano. Lo ha fatto soprattutto quando – a domanda precisa di ghi scrive – ha rimarcato che “i rapporti con il territorio non saranno improntati a questioni campanilistiche tra le varie realtà, ma al massimo della collaborazione, della trasparenza e dell’apertura totale da parte mia”. Il commercialista olbiese ha anche ricordato a chi non lo sapesse o non l’avesse capito che “i miei rapporti con i sindaci di Olbia e Tempio sono ottimi: sono amico di Settimo Nizzi e di Giannetto Addis“. È anche partita una domanda: “Ma lei è più amico di uno o dell’altro?” L’interrogativo si è dissolto nel vento, e Piccinnu ha fatto finta di non aver sentito. In ogni caso, il neo traghettatore della Provincia ha assicurato che sarà “presente ogni giorno negli uffici” e sicuramente “incontrerà singolarmente e in un’assemblea congiunta tutti i rappresentanti dei Comuni che faranno parte dell’ente”.

ALLE URNE. Sulle elezioni del consiglio provinciale, si attende la riforma della legge che consentirà ai cittadini galluresi – e non ai sindaci del territorio, come è previsto dalle attuali norme – di eleggere direttamente i loro rappresentanti. Tutto questo, dovrebbe (si sottolinea il condizionale) avvenire entro la prossima primavera. E, a proposito di leggi in vigore, è toccato a Pietro Carzedda – dato per candidato certo alla carica di sindaco, assieme ad Angelo Cocciu, Sabrina Serra (comunque interessata anche lei alla Provincia), Bastianino Monni e Marco Balata – ribadire quello che ormai sembra un fatto sicuro, e cioè la caduta del blocco delle due legislature consecutive per i primi cittadini. “Tranquilli, il sindaco di Olbia, dopo questo mandato, sarà ancora Settimo Nizzi”. Se due più due fa quattro, allora Carzedda cercherà di diventare il presidente della Provincia prossima ventura. E magari se la dovrà vedere proprio con Rino Piccinnu, il quale non ha per niente escluso la nomination.

FRESI DISSENTE. E anche questo è un avviso ai naviganti del Pd, dopo i malumori latenti che hanno accompagnato le nomine di Piccinnu e di Gian Piero Scanu (liquidatore della provincia di Sassari) e che potrebbero (obbligatorio il condizionale) portare all’uscita dal partito di una frangia di cui non si conoscono le proporzioni. Per ora c’è da registrare la notizia secondo la quale alcuni esponenti di peso del Pd – come ad esempio il segretario Pietro Spano e il consigliere comunale, e probabile futuro candidato sindaco, Gianluca Corda – ignorassero che si stavano per nominare i traghettatori della Provincia Nord Est e soprattutto che la scelta di Scanu e Piccinnu fosse stata già decisa. Così come assume un certo rilievo la dichiarazione di Fabio Fresi (foto sopra), militante dei Dem, uno dei tre dissidenti della maggioranza che governa Arzachena, il quale ha ottenuto una valanga di consensi alle elezioni, secondo il quale “il Pd in Gallura forse sta perdendo un occasione per un vero rilancio sul territorio. Pensare che in pochissimi si possa costituire un gruppo dirigente organizzato escludendo gli altri, secondo me è un errore. È giusto cercare di propendere per l’unità, favorendo però gli spazi politici per formare e far crescere una classe dirigente. Riconoscere anche il valore di apprezzamento da parte degli elettori, oltre ad essere un segno di rispetto, e anche un occasione per portare nuove idee ed energie in un contesto politico-istituzionale apatico”.