Chiamarlo terremoto, è un eufemismo. La storia ha i contorni a un vero e proprio tsunami. Le ipotesi di reato sono pesantissime: razzismo, minacce e scommesse clandestine. E, se fossero confermate, per l’Olbia calcio sarebbero guai seri, in questa stagione tribolata (ultima in classifica, con due punti), ricca di misteri e di situazioni a dir poco incomprensibili. Secondo quanto scrive oggi il quotidiano La Repubblica, con un articolo a firma di Matteo Pinci, la Procura della Federcalcio avrebbe avviato un’indagine nei confronti dell’Olbia calcio per una serie di comportamenti illeciti di una gravità inaudita. Tutto sarebbe partito da una denuncia partita “da un tesserato della squadra, che ha raccontato – si legge nell’articolo – via Pec alla Procura federale come alcuni calciatori gli abbiano parlato di episodi gravissimi, chiedendo il suo aiuto”. Nella denuncia, verrebbero segnalati “atti di razzismo a opera di alcuni calciatori nei confronti di alcuni compagni di colore”. Questi casi sarebbero anche documentati con prove video e audio. C’è poi il capitolo minacce rivolte “a chi si ribellava a questi comportamenti, di cui l’autore della denuncia risulta essere testimone diretto. Per chi indaga – scrive La Repubblica – non è escluso che tutto ciò nasconda un giro di scommesse illecite su partite alterate”.
Nell’esposto sarebbe anche citato Ninni Corda (che abbiamo cercato di rintracciare per telefono, con scarso successo), consulente della Swiss Pro, società proprietaria dell’Olbia calcio, alla quale – sempre secondo il quotidiano – “sarebbero state presentate le denunce” prima dell’invio della Pec e “questo avrebbe peggiorato la situazione delle vittime all’interno del gruppo”. In attesa di una presa di posizione ufficiale della società su questa storiaccia, ora la procura federale comincerà a interrogare i tesserati coinvolti. Nella storia ultracentenaria dell’Olbia, questo è sicuramente il capitolo più ignobile.

