Questa – come dice il titolo – è la sensazione che ho provato mentre guardavo l’incontro tra Sinner e Djokovic al trofeo Six Kings di Ryadh. Si trattava di un incontro attesissimo, e denso di significato, da una parte Djokovic, il tennista dei record, con oltre 400 settimane di permanenza nella invidiabile posizione di numero 1 al mondo, dall’ altra Jannic Sinner, attuale numero 1 al mondo e ormai riconosciuto come legittimo erede del campione serbo. A parte però le rispettive posizioni nel ranking internazionale, ciò che conta è che, ogni volta che questi due grandi tennisti si incontrano, la competizione si accende e nessuno dei due ha la minima intenzione di cedere il passo all’ avversario. E anche questa volta, con la estrema partecipazione del pubblico presente, e di quello che ha seguito il match in TV, l’incontro ci ha fornito un dose massiccia di adrenalina dalla prima fino all’ ultima battuta.
Ha iniziato Sinner, vincendo nettamente il primo set, ed ha proseguito Djokovic imponendosi con forza e determinazione nel secondo set. È stato necessario un terzo set, tirato ed equilibrato fino all’ultimo, per determinare il vincitore, che poteva essere il primo o il secondo senza che nessuno potesse avere nulla da eccepire rispetto al merito. Alla fine ha trionfato Sinner, in questa semifinale che aveva il sapore e la tensione di una finale, ma direi senza tema di smentita, che hanno trionfato entrambi.
Ora aspettiamo la finale di sabato prossimo, tra i due fortissimi Sinner e Alcaraz, giovani e con tutta probabilità d’essere i rivali dei prossimi dieci anni del tennis mondiale, e sono certo che anche stavolta sarà un incontro di livello stratosferico, anzi Extraterrestre.
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Anche gli extraterrestri Sinner e Djokovic sono tra noi… E giocano a tennis
Le riflessioni del nostro poeta Giovanni Meloni sull’incontro tiratissimo di ieri sera tra due grandi campioni della racchetta. “Tutte le volte che giocano forniscono dosi massicce di adrenalina”
1–2 minuti

Jannik Sinner e Novak Djokovic
