(Il professor Luigi De Chiara, nostro validissimo collaboratore, usa anche questa volta l’arma dell’ironia per commentare i fatti di politica internazionale).
Notizia bomba: la guerra in Ucraina sta per finire. Il presidente Zelensky ha appena presentato agli alleati della Nato un piano di pace, simpaticamente denominato Piano della Vittoria, e, fatti salvi alcuni dettagli, Putin è pronto a firmare.
Il piano si articola in 5 punti:
1. La Russia dovrà cedere tutti territori conquistati da questo paese a partire dal 1.864; la Crimea sarà ceduta alla società di Walt Disney per diventare luogo di vacanza per pensionati americani e la Siberia sarà indipendente sotto la protezione della Nato.
2. Tutti i paesi confinanti con la Russia, quei pochi che sono ancora neutrali, aderiranno alla Nato, che si estenderà fino ai confini del giardino di casa di Putin (qui quest’ultimo ha fatto qualche obiezione sullo spazio necessario alla cuccia del cane).
3. Al fine di omologare la cultura russa a quella occidentale, ministro della Cultura della Russia sarà Gennaro Sangiuliano. Tolstoj, Gogol e Dostoevskij saranno proibiti ed al loro posto sarà studiata la storia del Grande Fratello, magari nella versione Vip, l’insalata russa si chiamerà “insalata americana”, e il piatto nazionale sarà hamburgher con patatine fritte e Coca Cola; infine la popolare canzone Katinka Katinka sarà sostituita dall’ultimo successo del Festival di San Remo.
4. L’ucraina, per i prossimi 100 anni, dovrà essere mantenuta dall’Unione Europea, al ritmo attuale di 100 miliardi l’anno e, per la legge del contrappasso, al presidente Zelensky andrà la villa di Berlusconi (già amico di Putin) a Porto Rotondo.
5. La Russia dovrà entrare nella Nato e dovrà puntare i propri missili in verticale, in modo che , in caso di lancio, ritornino giù ed esplodano sulle proprie basi Com’ è ovvio ci sarà ancora da limare qualche dettaglio, tipo la cuccia del cane di Putin, ma l’accordo è vicino. Gli americani, che, com’è noto, aborrono ogni guerra, non vedono l’ora di sganciarsi, per poter dedicare tutte le loro energie per sanare e alleviare le sofferenze del popolo israeliano.
