La situazione più grave è quella di Olbia, ospedale Giovanni Paolo II. Recarsi al pronto soccorso della città gallurese significa mettere nel conto una serie incredibile di disagi. In piena estate, con la popolazione che si moltiplica progressivamente con una velocità impressionante, l’attesa raggiunge livelli inimmaginabili, ma anche ora le criticità non mancano. Olbia batte tutti i record, ma anche negli altri ospedali della Sardegna nessuno può affermare che i pazienti siano soddisfatti del servizio. Sono in molti a ipotizzare la chiusura delle strutture, ma stando a quanto è stato diramato dall’ufficio stampa della Regione, pare che – almeno per ora – il pericolo sia stato scongiurato. “Si è svolto presso l’assessorato regionale alla Sanità – si legge nella nota – un incontro fra l’assessore Armando Bartolazzi, la dirigenza di Ares e le rappresentanze dei Pronto Soccorso dell’isola. Nel corso dell’incontro sono state descritte le criticità presenti e sono stati individuati percorsi in grado di portare a soluzione, sia nel brevissimo termine che nell’ambito di un orizzonte strutturale più ampio tutte le problematiche legate alle contrattualizzazioni in essere”. A giudizio dell’assessore “non c’è pertanto alcun rischio di chiusura dei Pronto Soccorso, per i quali si intende individuare con rapidità anche una soluzione di ulteriore rinforzo del personale oltre a quello già in dotazione”.