Devo dire che sono perfettamente d’accordo con l’analisi puntuale, precisa e documentata del professor De Chiara. Le cose che il prof dice riguardo Cuba sono inconfutabili, e d’altra parte, da sempre lo considero uno dei massimi esperti non solo della storia cubana ma di tutto il centro e sud America. Riconosco come vero ed esatto ciò che dice rispetto agli aspetti e agli effetti della rivoluzione cubana non solo sulla stessa isola caraibica, ma direi su tutto il mondo che più volte si è ispirato a questi avvenimenti considerandoli una traccia da ripercorrere per la liberazione di ogni popolo oppresso.
Pensiamo al mito di Che Guevara e dello stesso Fidel Castro, e di cosa questo gruppo di eroi visionari ha rappresentato per i giovani della nostra generazione. Si può tranquillamente affermare che l’intero mondo, compreso quello occidentale, è stato influenzato da questa rivoluzione, che ha spazzato via la dittatura di Fulgenzio Battista, spalleggiato dal governo americano, e dato dignità e speranza al popolo cubano. Ora però il problema è un’ altro, dato per certo che il vero e unico fine di una rivoluzione, ma direi di ogni movimento politico, è quello di realizzare, per quanto possibile, la felicità di un popolo, dobbiamo prendere atto che questo fine purtroppo non è stato raggiunto. Le motivazioni sono tante, e non dipendono, se non in piccola parte da coloro che sono stati artefici di questa rivoluzione. In ogni caso c’è stata prima fra tutti la fortissima opposizione americana, peraltro ingiustificata, che non ha mai potuto tollerare la presenza di uno stato “comunista” così vicino al proprio territorio. Dico ingiustificata perché mai e poi mai Cuba sarebbe potuto costituire un problema per gli USA.
Ora più che mai però, urge trovare una soluzione, che strappi questo popolo martoriato dalla miserevole situazione in cui si trova. Una soluzione che permetta a questo popolo di tornare a vivere, prosperare, esistere, senza che un paese terzo glielo impedisca, per motivi “ideologici”.
Certo non si può sperare che gli USA decidano di punto in bianco di cambiare la propria politica, sono però convinto che si possano normalizzare i rapporti tra i due Paesi con l’aiuto delle principali diplomazie mondiali, compresa la nostra, che mettano via l’assurda pretesa di risolvere ogni controversia tra stati con atti di guerra, o sanzionatori, anziché appunto, come sarebbe logico e utile, con l’ azione diplomatica. Spererei molto in un nuovo corso, a partire dalle ormai prossime elezioni americane. Saludos.