Tra ieri e oggi si sono lette e sentite decine di analisi politiche sull’esito delle elezioni americane. Nessuno dei commentatori dice pero’ di chi sia il merito di questo forse inatteso risultato. Ebbene oggi ho parlato con un mio lontano cugino, John Mellon, che vive tra New York e Washington, e che mi ha spiegato che una sola persona ha tutto il merito di questo inatteso epilogo, si tratta del Presidente uscente, che con la sua strategia, durata fino all’ ultimo momento, di non rinunciare alla sua seconda candidatura, ha fatto sì che, quando poi ha deciso di farlo, non ci fosse più tempo per trovare, all’ interno del Partito Democratico, un valido candidato da opporre al biondino Repubblicano, e ci si è dovuti accontentare della Vicepresidente, uscente anche lei, che non ha davvero convinto con la sua campagna elettorale, che non sembrava parlare al popolo ma ai circoli chic dell’upper class americana. Mio cugino continua dicendo che non si capisce se davvero il Presidente uscente si sentisse in grado di affrontare un secondo mandato, o se invece la sua fosse una strategia per favorire la candidatura della sua vice, che avrebbe poi portato alla vittoria del suo presunto avversario. In ogni caso questo è stato il risultato. Quindi, come direbbe Agatha Christie: Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi sono una prova. Non so se questa affermazione c’entri qualcosa, ma mi sembrava un bella citazione per chiudere questo ragionamento.