Niente panettone per Ninni Corda. Con effetto immediato, non dovrà più occuparsi dell’Olbia in nessun modo. “Coinvolto nel progetto Olbia calcio – si legge nella nota ufficialw della Swiss Pro – non interagirà più con l’Olbia calcio srl o con qualsiasi dei suoi dipendenti, giocatori, team tecnico e vice”. Insomma, gli svizzeri hanno disarcionato il dirigente nuorese, come da più parti si ipotizzava dopo l’allontanamento di Christian Anelli (definito più volte dallo stesso Corda “il mio pupillo”), Riccardo Santi e del capitano Luca La Rosa, tutti e tre considerati molto vicini all’esuberante direttore. Considerati troppo alti gli stipendi dei tre, in particolare quello del difensore 35enne, titolare di un contratto biennale. Il siluro è partito di buon mattino dal quartiere generale della Swiss Pro, società con la quale Corda ha un contratto di consulenza con scadenza 31 marzo 2025 (che rimarrà valido, e dunque lui sarà a disposizione del sodalizio elvetico che prevede una clausola di preavviso pari a quattro mesi). Secondo il comunicato ufficiale, infatti, “il signor Corda rimarrà nella sua posizione di consulente a disposizione della Swiss Pro fino al termine del suo contratto e quindi rimane vincolato rispettando i temini dello stesso, compresa la riservatezza”. Manca la conferma ufficiale, ma pare che la decisione di fare a meno della sua consulenza fosse stata presa già nella giornata di venerdì da Benno Raeber e Guido Surace, con il pieno avallo del turco Murat Yiliz che segue tutto l’evolversi della situazione, ma si è preferito aspettare l’esito della partita (vinta con merito dall’Olbia sul campo dell’Albalonga) per non aggiungere quest’altro elemento a una situazione già complicata di per sé. “Vorremmo ringraziare il signor Corda – si legge ancora nella nota della proprietà .per il suo impegno in questo progetto fin dal suo arrivo. Lui ha il merito di essere riuscito a costruire una squadra di calcio permettendo all’Olbia di iniziare in tempo la stagione 2024/25 nonostante le sfide che il club ha affrontato a luglio e ad agosto”. Corda, dal canto suo, non parla né potrebbe farlo, stando alla sostanza del comunicato. E dunque non sappiamo se e in quale misura vorrà reagire al licenziamento. Il fatto di “aver vinto sette campjonati di serie C”, come lui stesso ha sottolineato in più occasioni, evidentemente, non sono stati sufficienti agli svizzeri che a suo tempo l’avevano ingaggiato anche per questa brillante referenze”.

Sulla drastica decisione di fare a meno delle prestazioni di Ninni Corda, abbiamo chiesto e ottenuto un commento dell’ex allenatore Marco Amelia. “Sinceramente mi dispiace perché, lo si può chiedere anche ai ragazzi, che se non si fosse cambiato l’allenatore, oggi saremmo ai primissimi posti in classifica, con almeno 10-12 in più. La squadra era stata assemblata per me, ma me la sono assemblata da solo e faccio i nomi di Di Chiara, Marie Sainte, Yanovskyy, Lucarelli, Staffa, Rizzo, De Grazia, Furtado, Bianchi. Sono tutti ragazzi che ho voluto prendere io”.
Ora, anche alla luce delle dichiarazioni distensive di Ze Maria, al messaggio indirizzato ai trifosi e al rapporto da recuperare con loro, al termine della gara vinta ieri, ci si attende una mossa: il reintegro di Luca La Rosa, considerato a tutt’oggi (a ragione) la bandiera dell’Olbia per mille e una ragione. A kent’annos.


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