“La lingua – ci ha scritto un affezionato lettore attento a ciò che avviene a Olbia sotto il profilo dell’integrazione – è un ponte tra culture e comunità. Per i cittadini stranieri a Olbia, partecipare a un laboratorio di lingua italiana rappresenta un’opportunità unica per migliorare la comunicazione e integrarsi nella vita locale. Attraverso la condivisione di esperienze e la pratica della lingua, possiamo costruire legami più forti e favorire una convivenza armoniosa. Invitiamo tutti a unirsi a noi per scoprire la bellezza della lingua italiana e della cultura sarda”.

La citazione è appropriata se si pensa che nei giorni scorsi presso la sede parrocchiale della Sacra Famiglia di Olbia, si è svolta la tradizionale festa organizzata dal Labint che ha visto la partecipazione del gruppo musicale Ensemble Strumentale dell’associazione Contrapunctum diretto dalla professoressa Laura Cocco, si potrebbe definire una vera e propria orchestra, che ha coinvolto e allo stesso tempo emozionato il folto pubblico presente. È già il terzo anno che si ripete l’evento, grazie all’azione di volontariato, al sostegno del Comune di Olbia e alla partecipazione dell’ associazione marocchina olbiese, che, oltre a dare una testimonianze della loro presenza in città, hanno fatto gustare ai presenti i loro piatti caratteristici. Ad arricchire il buffet c’erano pietanze che esprimevano le varie etnìe oltre quelle locali. L’evento è stato un momento di confronto tra i vari partecipanti: studenti di 25 nazionalità, che vanno dai 17 ai 70 anni; docenti (quest’anno sono 20) che prestano la loro attività come volontari, e 21 ragazzi del Liceo Scientifico di Olbia, che nel progetto dell’alternanza scuola lavoro, si sono ritagliati 10 ore all’interno del laboratorio di lingua Italiana. Oltre a loro, hanno partecipato con gioia gente comune, di Olbia ma anche stranieri; tutti hanno accolto l’invito alla festa incentrata sulla finalità del Labint, che, come ha sottolineato il fondatore Tonino Cau, è nato da una necessità reale, quella dell’integrazione interculturale degli stranieri a Olbia e che l’associazione cerca di vivere con grande coinvolgimento.

L’orchestra “Ensemble Strumentale” dell’associazione culturale “Contrapunctum”

“Il prossimo anno saranno 30 anni dalla nostra costituzione – sottolinea con legittima soddisfazione Tonino Cau -, abbiamo fatto tanto, ma ancora c’è molto da fare. I migranti hanno bisogno di integrarsi e pertanto è necessario conoscere la lingua che potrà permettere loro di comunicare e quindi di avere maggiori possibilità di trovare un lavoro. Un ostacolo è rappresentato dalla ricerca delle abitazioni perché Olbia è un mercato di affitti soprattutto stagionale. Cerchiamo di aiutarli come meglio possiamo anche con l’informazione su ciò che possono avere, sull’assistenza sanitaria (molto importante, in proposito, è l’attività svolta dalla dottoressa Francesca Ena). A breve saranno attivati altri due laboratori: uno di cucito e uno di informatica, entrambi possono fornire qualche competenza e qualche possibilità in più per un lavoro futuro; saranno aperti a una buona percentuale di stranieri, ma anche locali”. La presentazione della scuola è stata emozionante in quanto sono intervenuti i docenti che hanno chiamato alcuni studenti delle proprie classi: tutti sono stati unanimi nel giudizio che questa scuola dà non solo delle competenze significative, ma cura l’aspetto umano accogliendo e guidando gli stranieri non solo dal punto di vista dell’apprendimento . Gli stessi docenti hanno sottolineato che come gli studenti imparano la nostra lingua, nello stesso tempo trasmettono saperi che non possono essere studiati solo nei libri. Anche gli studenti del lIceo scientifico, presenti le professoresse responsabili del progetto, hanno confermato che l’attività ha fatto conoscere loro nuove culture, realtà, di cui avevano solo sentito parlare e che ha lasciato loro emozioni e consapevolezze nuove. Dario Maiore ha accompagnato lo svolgimento dell’evento anche attraverso la proiezione di un cortometraggio nel quale Giuseppe Cederna ha declamato la poesia Home, un momento toccante in quanto riflette la realtà dei migranti costretti a lasciare la propria terra. Altro frangente che ha commosso la platea la proiezione del trailer Klod scaricabile da Raiplay che narra le speranze di un adolescente albanese costretto a scappare dalla sua terra e che si realizzano, da profugo, in Italia. Infine sulle note di Oye como va di Santana è terminata la prima parte dell’evento con l’augurio di ritrovarsi il prossimo anno e si è passati a godere delle prelibatezze di varie nazionalità.