Gianni Sarti (nella foto) non ci sta. Secondo un informatore… ben informato, infatti, pare che il vicepresidente della lega nazionale di volley (nonché numero 1 dell’Hermaea Olbia Volley, che si sta facendo onore nel campionato di A2), per nulla contento del modo in cui è avvenuta la sua defenestrazione da presidente del Cipnes Gallura, a poch mesi dalle nuove elezioni, abbia presentato ricorso al Tribunale amministrativo della Sardegna contro il provvedimento della Provincia firmato dal “traghettatore” Rino Piccinnu, il quale aveva revocato la delega dell’ente a Sarti per affidarla ad Antonio Loriga, consigliere Pd di Olbia e dipendente della Geasar. I legali dell’ex presidente del Cipnes, anche milita ancora nel Psd’Az, avrebbero basato il ricorso su una norma precisa secondo la quale non possono far parte del consiglio d’amministrazione dell’ente di Cala Saccaia gli appartenenti alle assemblee municipali dei Comuni superiori ai 15 mila abitanti (gli altri comuni che fanno parte del Cipnes sono Buddusò e Monti, entrambi al di sotto della soglia). Secondo questa disposizione, dunque, nel caso in cui il Tar desse ragione a Sarti, Loriga dovrà rinunciare a far parte del Cda a meno che (ma sembra improbabile) non voglia dimettersi dall’incarico comunale.

Non è la prima volta che qualcuno ricorre al Tar per chiedere la revoca di un atto. C’è infatti il precedente illustre di Settimo Nizzi che, nell’aprile del 2016, fu costretto a lasciare la presidenza del Cipnes dopo la sentenza del Tar che aveva respinto il suo ricorso contro il provvedimento che aveva portato nel cda l’allora ammimistratore della Provincia Giovanni Carta. In quell’occasione, il tribunale amministrativo diede torto anche alla consigliera comunale (scomparsa alcuni anni fa) Patrizia Bigi, nominata nel cda in rappresentante degli imprenditori. Nizzi aveva contestato la procedura e dunque puntava all’annullamento dell’elezione alla massima carica consortile dell’imprenditore edile Mario Gattu. Che, guardacaso, è stato il predecessore di Gianni Sarti, a suo tempo nominato dalla Provincia in seguito alle forti pressioni dell’allora governatore Christian Solinas, dell’ex assessore regionale Quirico Sanna, dell’ex consigliere regionale Giovanni Satta e, ovviamente, con il consenso di Settimo Nizzi. Il primo cittadino di Olbia, all’ultimo momento, per ragioni di realpolitik, aveva dovuto comunicare con rammarico a Livio Fideli, principale candidato alla guida dell’ente, l’impossibilità a mantenere l’impegno. Questa è la politica.