Magari lui la prenderà a male, ma anche oggi Settimo Nizzi ha fortemente caldeggiato un tema ambientale di enorme attualità come la transizione energetica, con l’enfasi e la convinzione di un amministratore di… centrosinistra. Non è la prima volta che accade (un esempio su tutti: il limite dei 30 chilometri all’ora), ma che nessuno pensi che il sindaco sia un voltagabbana o, peggio, voglia tradire la sua fede nella politica di centrodestra. Per l’ennesima volta, il primo cittadino ha astutamente colto le opportunità che gli si sono presentate ed è andato spedito verso traguardi nobili come possono essere “la qualità della vita dei cittadini, la lotta all’inquinamento atmosferico e acustico, la riduzione di emissione di CO2, l’obiettivo di far pagare bollette meno salate agli olbiesi”. E così, dopo averne approvato alcuni aspetti in giunta, Nizzi ha convocato su due piedi un incontro con i giornalisti per riassumere quel che accadrà nei prossimi mesi (i primi risultati si vedranno a metà 2025).

CER, un acronimo che significa comunità energetica rinnovabile. Tutto il progetto ruota attorno a questo nucleo che si articola in una sorta di “rivoluzione”, e si distingue per una scelta di campo: “a Olbia – tuona il primo cittadino, assistito dal dirigente Antonello Zanda, zero pale eoliche, diciamo sì invece, a certe condizioni, ai pannelli fotovoltaici”. La scelta è chiara e arriva a pochi giorni dall’approvazione della legge regionale sulle aree idonee varata dalla giunta guidata da Alessandra Todde (la quale è stata anche ringraziata pubblicamente per aver detto sì alla variante del Piano di assetto idrogeologico “che ci consentirà di rendere davvero più sicura la città”). Quindi, via alla creazione di una Fondazione da costituire, la cui maggioranza sarà saldamente nelle mani del Comune, e ai lavori che prevedono l’installazione dei pannelli fotovoltaici in 42 parcheggi pubblici. La prima tranche (costo di 1,2 milioni) riguarderà la zona Basa con poco meno di 2000 pannelli, mentre quella successiva (poco meno di 2 milioni, da finanziare con fondi comunali) chiamata “zona Angelo Tancredi” ne ospiterà poco meno di 3000 su un’area di mezzo ettaro. I primi interventi in città riguardano il palazzo comunale (che da solo ha bisogno di 600KW) e il Museo archeologico che ugualmente ospiterà i pannelli. L’unica zona nella quale questo tipo di soluzione è assolutamente bandita è il centro storico. E Nizzi ha fatto capire che chi li avesse installati abusivamente rischierebbe grosso (che ci sia la stessa decisione assunta sulle panchine? Mah, a pensar male è peccato, ma spesso ci si azzecca…). Conti alla mano, l’obiettivo è quello di produrre energia per 12 MegaWatt: il risparmio per le casse comunali, in termini di consumo di energia elettrica, sarà di un milione all’anno. La spesa complessiva, che comprende anche i parcheggi per le spiagge, è stata calcolata in 21 milioni di euro. Un’ultima chicca: rispetto assoluto per le essenze arboree. “Se verrà abbattuto un albero – avverte Nizzi l’ecologista – al suo posto ne saranno piantati dieci”.