Un 2-0 che fa dimenticare la disfatta di Sarno. Niente di clamoroso, per la classifica, ma con tre punti in più in saccoccia si ragiona meglio. E il ritorno alla vittoria di oggi da parte di un’Olbia double face (primo tempo pessimo, ripresa più accettabile grazie al fosforo di Ze Maria), serve soprattutto a capire meglio (perché ancora non lo si è capito) quale sia il porto d’approdo di questa squadra e dell’azionariato che la sorregge. Le notizie e i rumors si affastellano, e sembra che qualcuno faccia a gara per intorbidire le acque che invece dovrebbero essere cristalline.
- Acquisti. Il presidente Guido Surace, oggi in tribuna come sempre, forse ringalluzzito dai gol di Marroni e Costanzo, ha anticipato: “Vedrete che a giorni, di giocatori, ne arriveranno tre”. Lo stesso Ze Maria, sabato, in conferenza stampa, si era persino spazientito quando gli si è chiesto se e quando fossero arrivati i rinforzi tanto sbandierati fin dall’arrivo i città del tecnico brasiliano. Alla fine, due elementi più un portiere sono veramente attesi e di loro si ha bisogno come il pane. Eh sì, perché il primo tempo di oggi – checché ne dica l’allenatore dei bianchi – è stato penoso. E non è vero che l’Atletico Uri, con un atteggiamento remissivo, abbia indossato gli abiti dello spettatore. Gli avversari di oggi infatti hanno creato almeno tre palle gol nitide e, solo per la proverbiale incapacità di finalizzare, non si sono portati in vantaggio (chiedere info all’attaccante Bah) e alla giornata di grazia del portiere De Chiara (decisive almeno tre parate).
- Le mosse del tecnico. Oggi Ze Maria è stato bravo a trovare le soluzioni più opportune per imprimere la svolta alla gara. I due play schierati davanti alla difesa (Yanovskyy e Cabrera) non hanno reso quanto avrebbero dovuto. E il tecnico li ha cambiati tutt’e due contemporaneamente. Per far posto alla coppia Rizzo-Marroni. Meglio, molto meglio. E il gol con il quale è stato sbloccato il match non è stato altro che il frutto di una manovra fluida che ha portato il neo acquisto Petrone a servire la palla perfetta a Marroni (2005).
- I piedi opposti. Anche in questo caso, l’allenatore ci ha preso. Costanzo, che per tutto il primo tempo aveva caracollato in campo, senza costrutto né convinzione, lui che destro, è stato spostato… a destra, dove è apparso decisamente molto più a suo agio. Tant’è che non ha avuto difficoltà a raddoppiare, su assist di De Grazia. Già, a proposito del leader carismatico dell’Olbia, ovviamente a lui Ze Maria ha chiesto di giostrare dall’altra parte. Cioè, lungo la corsia di sinistra, lui che… è mancino. “Io, nella mia carriera – dirà nel dopo gara – non sono mai stato impiegato all’ala ma mi so adattare. Il mister ci ha chiesto di invertire le corsie di riferimento e la scelta si è rivelata efficace”. Conferme da Ze Maria. “Io sono un po’ all’antica e quindi sostengo le tesi classiche di un calcio che è durato molti anni, senza la teoria dei piedi opposti che oggi, con il calcio moderno, va molto di moda. Ecco, oggi le posizioni invertite di De Grazia e Costanzo, sono state decise da me, ma loro sanno bene di poterlo fare autonomamente, anche se io non glielo chiedo”.
- Il caso Ragatzu. All’allenatore, come già scritto, Daniele non interessa. Lui stesso ha fatto notare che il rendimento degli ultimi tempi (con l’Olbia l’anno passato, con il Pontedera in questa stagione) non è che sia stato brillantissimo, e dunque bisogna che tutti se ne facciano una ragione: Ragatzu non tornerà a Olbia, e sarebbe stolto e inutile insistere su questa speranza. Ma, senza che se ne occupasse Ze Maria, la Swiss Pro – anche per non urtare la piazza e i tifosi – ha fatto una proposta economica al calciatore, il quale non l’ha ritenuta congrua. Insomma, questa è la storia di un amore finito.
- Il caso La Rosa. Per la seconda settimana consecutiva, l’ex capitano non è stato convocato per infortunio. Se per la partita di Sarno non esistevano le condizioni, pare che invece queste ci fossero oggi, ma sono state disattese da chi fa le scelte, cioè da Ze Maria, che sabato scorso ha segnalato: “Luca non si è allenato per tutta la settimana…”. L’interessato non ha esternato nulla, ma chi lo conosce bene sa che quest’ultima mancata convocazione non l’abbia digerita per nulla, al punto di ipotizzare decisioni clamorose. In mancanza di chiarezza, si è avuta conferma che La Rosa e Ze Maria non si prendono proprio. E non è un caso che il mister abbia affidato la fascia di capitano a Gianmarco Staffa, e non alla bandiera dei bianchi.

