Parla per un’ora, a braccio. E mentre snocciola opere, cifre, soldi, progetti, sogni, certezze, il povero cronista pensa al titolo più efficace che possa riassumere tanta bulimìa amministrativa. Questo è quello più calzante, rispetto alla maratona di stamane: Olbia, benvenuti in Paradiso. Settimo Nizzi, quest’anno, nella solita conferenza stampa prenatalizia, ha superato sé stesso. A parte il voto – 10, mezzo punto in pù del 2023, “ora manca solo la lode” – che davamo per scontato, la sua narrazione dell’Olbia che è (e di quella che sarà) tocca livelli siderali, mai raggiunti prima. Al punto che anche sul suo futuro non pone limiti alla provvidenza: se verrà modificata la legge che consentirà al comune di Olbia di superare il limite del secondo mandato, non ce ne sarà per nessuno: il candidato sarà lui. Ed è curioso il suo commento: “Mi dispiace – sussurra col sorriso più furbo che più furbo non si può – per i cerotti, e lo spargimento di sangue, ma bisogna che se ne facciano una ragione”. La frase può essere letta in due modi: è riferita alla folla di chi intende occupare la poltrona più importante della città, oppure ai partiti d’opposizione che aspirano a disarcionarlo? Il mistero rimane, anche se questa seconda interpretazione sottintende il fatto che non solo lui sarà il candidato unico, ma che stravinca le elezioni. Questa, del terzo mandato consecutivo, sembra essere l’opzione preferita (“voglio continuare a lavorare, rubando del tempo all’affetto dei miei cari, con la dedizione che, credo, tutti mi riconoscono, a rendere sempre più bella Olbia, destinata a diventare la città più bella del mondo”). Ma se – malauguratamente per lui, come gli abbiamo chiesto in modo provocatorio – la legge non fosse modificata, quale sarebbe il suo destino? Nizzi impiega un nanosecondo per rispondere: “Sono pronto a fare qualsiasi cosa”. Il presidente della Regione? “Sì, perché non credete che sia in grado di farlo? Alle ultime elezioni, un sondaggio sulla scelta del candidato governatore, mi ha visto al primo posto a Cagliari, a dispetto di chi pensa o pensava di essere inviso agli elettori del capoluogo”. Vuol prendere il posto di Sergio Mattarella? “E perché – si schernisce – qualcuno mette in dubbio che non sarei all’altezza di diventare il Capo dello Stato? Mi vedete vecchio, imbolsito, o poco lucido? Trovatemene un altro”. Scusi, sindaco: tra poco dovrà essere eletto il nuovo presidente del Cipnes: lei chi designerà per il Cda? E quante possibilità ci sono perché la presidenza vada a un uomo del centrodestra? “Tra il 99 e il 100 per cento andrà al centrodestra. Il nome? Non ve lo dico: è deciso ma non ve lo dico”. Lo diciamo noi: L.F. sono le sue iniziali. E, se soffrite di maldidenti, andate nel suo studio.

Il Settimo Nizzi show va in onda che è una bellezza: anzi, non è altro che il completamento di un’ampia premessa in base alla quale il primo cittadino di Olbia ha elencato nel dettaglio tutti gli amici con i quali ormai intrattiene eccellenti rapporti, a dispetto di chi lo ha accusato di essere un despota presuntuoso e arrogante, capace solo di isolare Olbia da contesti più ampi (Provincia, Regione) e d’imbattersi in avversari desiderosi di vederlo cadere da un giorno all’altro per il suo carattere intrattabile e l’atteggiamento politico nei confronti del resto del mondo. Oggi è tutta un’altra storia. Sentire per credere. “Ringrazio il governo” e cita la ministra Anna Maria Bernini per la firma apposta a Olbia sul progetto di Einstein Telescope. Un altro grazie va al ministero della Cultura “per l’accreditamento del Museo” (la firma è di stamattina). “Ringrazio la Regione”. E cita Alessandra Todde “per aver approvato in giunta la variante del Pai che ci consente di procedere più spediti con il piano per la messa in sicurezza della città e per la presa d’atto del Pul che ci permette di procedere agli espropri e dunque di adottare lo strumento per tutelare le nostre spiagge”. E via così. Il grazie va “alle due università di Cagliari e Sassari e ai loro rettori per i due corsi di laurea istituiti a Olbia”; “a Sua Eccellenza la Prefetta per la sensibilità che dimostra nei nostri confronti”. Persino due elementi di centrosinistra trovano spazio nelle lodi nizziane: Rino Piccinnu e Gian Piero Scanu godono così del privilegio della citazione, a proposito dei loro incarichi in Provincia. Sorge spontanea la domanda: a cosa si deve questa svolta epocale, questa rivoluzione copernicana che vede Olbia “coccolata” e ascoltata? Dipende da Settimo Nizzi e dall’età che avanza, oppure questo atteggiamento ecumenico è la nuova cifra del sindaco? Risposta: “Un po’ tutt’e due le cose: sì, ora ragiono con più saggezza, ma principalmente dipende dalla credibilità di Olbia e di chi la governa. Forse anni fa, qualcuno credeva che scherzassimo, che non fossimo credibili o concreti sulle cose da fare. Invece abbiamo dimostrato di avere le capacità di far cambiare volto a Olbia, con il lavoro e non con gli annunci. E di questo devo essere grato a chi ha riconosciuto i nostri meriti, che non sarebbero stati possibili se non non avessimo potuto disporre di un organico comunale di alto livello. Un altro grazie di cuore devo rivolgerlo anche alle forze dell’ordine che rendono la città più sicura (a proposito: 192 delle 240 telecamere stanno per essere messe in funzione)”.

L’elenco delle opere è interminabile, e sicuramente stiamo dimenticando qualcosa: alloggi per gli studenti universitari al Geovillage e nella palazzina ex Fs di via Veneto; scuola internazionale di inglese grazie al filantropo kasako che la sostiene; collegamento tra l’aeroporto e la stazione ferroviaria (170 milioni); palasport a Sa Minda Noa; teatro Michelucci; progettazione dell’abbattimento della sopraelevata sud e tunnel (3,8 milioni disponibili); piazza Mercato; abbattimento del cavalcaferrovia; 400 parcheggi alla radice del porto per i lavori della banchina per maxi yacht; Puc in dirittura d’arrivo; cittadella sportiva “Fausto Noce”; piste ciclabili; eventi musicali (dal Red Valley al Rally Mondiale).

Mentre l’aula si svuota, si sente bisbigliare: Pa Sapella. Buon Natale a tutti.