Tre biscotti per rendere il Latte un po’ più Dolce. Giochi di parole per sintetizzare, con un messo sorriso, un derby piacevole dopo essere stato un poco noioso nel primo tempo, ricco di gol (cinque) in una seconda frazione di gioco memorabile, combattuto lealmente e condito da quel pizzico di thriller (gol decisivo all’ultimo respiro, e miracolo del portiere di casa al 94′) che rende il calcio ancora più bello. Tutta una questione di ribaltoni. L’Olbia, in vantaggio con il difensore Pani, lo subisce grazie alle reti firmate da Kone e Sorgente (entrambe al termine dei più classici dei contropiede), per poi rovesciare a suo favore il risultato finale con Costanzo che al 92′ ha beffato Marano con un pallone malandrino (un cross che ha ingannato l’estremo difensore sassarese), dopo che l’inesauribile Staffa aveva pareggiato le sorti del match al 74′. Non voleva perdere nessuno, questo si è capito alla fine. Sicuramente non voleva rimetterci le penne l’Olbia (sarebbe stata la terza sconfitta di fila, dopo la disfatta della Maddalena), né tanto meno voleva stare al palo il Latte Dolce, squadra vivace e ben condotta da un allenatore pragmatico che parla pure bene l’italiano (il che non guasta), gioca per il piacere di farlo e per mantenere la leadership tra le formazioni sarde del girone G.

Il carattere. Ha perfettamente ragione Ze Maria, quando dice – come ha raccontato a fine gara – che è finalmente venuto fuori il carattere. “I ragazzi non hanno mai mollato, anche quando le cose si stavano mettendo male per le nostre due leggerezze che hanno consentito agli avversari di portarsi addirittura in svantaggio. Io stesso, sul 2-1 per il Latte Dolce, non ho mai avuto paura non potercela fare, così come non mi sono illuso di avere i tre punti in tasca dopo il nostro vantaggio iniziale”.

Le scelte. Costretto anche dalle circostanze (squalifiche di De Grazia e Furtado), il tecnico ha messo in campo una formazione inedita che, tra l’altro, comprendeva (“per scelta tecnica”, ha spiegato) Rizzitano in porta al posto di Di Chiara. E proprio l’estremo difensore è stato determinante nei secondi finali nel neutralizzare una clamorosa palla gol ravvicinata con un intervento monstre. Portiere a parte, tutto l’organico non ha per nulla sfigurato, a partire dal solito, generosissimo Arboleda, da Maspero che ha dato una grossa mano quando si è trattato di tenere la palla nei momenti di maggior pressione dei sassaresi, per proseguire con un eccellente Staffa (capitano di nome e di fatto), oltre al resto della truppa, compreso l’attaccante Della Salandra, il quale ha dimostrato di avere dei numeri (fisico compreso) e potrà rendersi molto utile nella prospettiva annunciata dall’allenatore di “concedere a tutti un certo minutaggio, com’è accaduto oggi”.

I rinforzi. Per Daniele Ragatzu si sta facendo l’impossibile. Sono febbrili le trattative con il fantasista di Quartu (che è in città), al quale dev’essere corrisposta una certa cifra a titolo di pre-ingaggio, a prescindere dal discorso che dovrà fargli il tecnico. Voci in genere bene informate segnalano che, assieme a Ragatzu, potrebbe rientrare nei ranghi anche lo svincolato Roberto Biancu, un 2000 con un 218 partite, 16 gol e 17 assist in serie C (un curriculum di prim’ordine), che considera Ragatzu una sorta di fratello maggiore e stravede per lui. Con questi due pezzi, ma anche con altre opzioni, e il morale un po’ più alto dopo la vittoria di oggi, potrebbe esserci una svolta, visto anche il ritrovato feeling con la tifoseria, che ha festeggiato alla grande il ritorno al successo pieno. La condizione è ovviamente una: che a giorni, come assicurato, si sblocchi qualcosa dal punto di vista finanziario. E sì, perché, la data del 15 si avvicina, e quella del 20 (stipendio di dicembre) incombe.