Livio Fideli, 69 anni, medico, originario di San Teodoro, ma da sempre residente a Olbia, esponente di Forza Italia, già assessore all’urbanistica del comune di Olbia – salvo improbabilissimi colpi di scena o ribaltoni – venerdì 7 sarà eletto presidente del Cipnes. Per il pomeriggio di quel giorno infatti è stato convocato il consiglio d’amministrazione dell’ente con all’ordine del giorno la nomina del nuovo numero 1 del Consorzio industriale che prenderà il posto di Gianni Sarti, sardista, eletto nel febbraio 2021 e disarcionato lo scorso 24 novembre da Rino Piccinnu nella sua veste di amministratore straordinario della Provincia. Piccinnu indicò ufficialmente il 7 dicembre, come rappresentante dell’ente, il consigliere comunale del Pd Antonio Loriga. Sarti a suo tempo diventò presidente grazie al forte pressing soprattutto nei confronti di Settimo Nizzi (che invece puntava proprio su Livio Fideli) dell’allora governatore della Sardegna Christian Solinas, sostenuto con forza dall’ex assessore regionale all’Urbanistica Quirico Sanna e dall’allora consigliere regionale sardista Giovanni Satta, tutti del Psd’Az. Quel provvedimento di Piccinnu non piacque per niente a Sarti, il quale, assistito dagli avvocati Massimo e Flaviano Lai, presentò un ricorso al Tar sostenendo che la nomina di Loriga fosse illegittima. In particolare, secondo il ricorso, un consigliere di un Comune (che fa parte del Consorzio, al pari di Buddusò e Monti) con popolazione superiore ai 15mila abitanti non può far parte del consiglio d’amministrazione (con 5 componenti), che poi è l’organismo deputato all’elezione del presidente. Secondo Sarti, vice presidente della lega nazionale di volley nonché numero 1 della Hermaea Olbia (A2 di volley), esisterebbero anche anche alcune violazioni alle direttive dell’assessorato regionale all’Industria in base alle quali un commissario non avrebbe il potere di modificare l’assetto del cda dell’ente consortile. Chi prevedeva (a partire dallo stesso Gianni Sarti) che il Tribunale amministrativo regionale sospendesse Loriga (e quindi rendesse impossibile l’elezione di un nuovo presidente) è rimasto deluso perché i giudici amministrativi cagliaritani hanno fissato l’udienza di merito per le undici e mezzo del 7 maggio prossimo. Del cda del Cipnes fanno parte Liivio Fideli, in rappresentanza del Comune di Olbia, Giovanni Maria Raspitzu nominato dal Comune di Monti, Fedele Sanciu, in rappresentanza di Buddusò, Giacomo Meloni (attuale. vice presidente), indicato dagli imprenditori della provincia di Sassari, e lo stesso Antonio Loriga.
Non è la prima volta che qualcuno ricorre al Tar per chiedere la revoca di un atto. C’è infatti il precedente illustre di Settimo Nizzi che, nell’aprile del 2016, fu costretto a lasciare la presidenza del Cipnes dopo la sentenza del Tar che aveva respinto il suo ricorso contro il provvedimento che aveva portato nel cda l’allora ammimistratore della Provincia Giovanni Carta. In quell’occasione, il tribunale amministrativo diede torto anche alla consigliera comunale (scomparsa alcuni anni fa) Patrizia Bigi, nominata nel cda in rappresentante degli imprenditori. Nizzi aveva contestato la procedura e dunque puntava all’annullamento dell’elezione alla massima carica consortile dell’imprenditore edile Mario Gattu. Che, guardacaso, è stato il predecessore di Gianni Sarti. Settimo Nizzi, obtorto collo, all’ultimo momento, per ragioni di realpolitik, aveva dovuto comunicare con rammarico a Livio Fideli, principale candidato alla guida dell’ente, l’impossibilità a mantenere l’impegno. Questa volta filerà tutto liscio. Il 20 dicembre 204, durante la conferenza stampa di fine anno, il sindaco di Olbia, a domanda precisa, sulle percentuale che la presidenza del Cipnes andasse al centrodestra, rispose: “99,9%”. Chiaro?

