L’abito buono, il viso inumidito da una lacrimuccia non trattenuta, gocce di memoria per un “padre buono da modi gentili, spesso sorridente, che ha poi contagiato il suo sorriso ad Arzachena, alla Gallura, alla Sardegna, realizzando qualcosa di unico come è la Costa Smeralda“. Così il sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda, nel giorno della commemorazione ufficiale del suo illustre “concittadino”, ha dato l’estremo saluto al principe ismailita scomparso a Lisbona lo scorso 4 febbraio e sepolto ad Assuan, su una collinetta con vista sul Nilo. Presieduta con garbo ed equilibrio da Mario Russu (che ha rimarcato le qualità di Karim e il contributo dato al territorio), la seduta informale del consiglio comunale di quello che una volta è stato chiamato, senza alcuna malizia ma con bonomìa, Arzakhan, si è aperta ed è andata avanti per quasi tre ore col dolce ricordo “di un imprenditore illuminato, al quale fu conferita la cittadinanza onoraria nel maggio del 1965”. Ragnedda ha fatto da apripista all’intervento del vicepresidente della Regione Giuseppe Meloni, gallurese doc, il quale – quando era sindaco di Loiri Porto San Paolo – chiedeva a sé stesso prima che agli altri: “Ma perché l’Aga Khan non ha creato la Costa Smeralda nel nostro territorio: d’alrronde noi avevamo da offrirgli la vista sublime su Tavolara“. A seguire, un Gian Piero Scanu in gran spolvero. L’ex parlamentare ed ex sindaco di Olbia (l’ha fatto per nove anni) ha tratteggiato con efficacia la “figura di un uomo gentile, mai arrogante che non ha mai pronunciato una parola al di fuori delle righe”, anche quando si è dovuto confrontare con “qualche amministratore che diceva no a tre quarti di quanto previsto nei suoi progetti”. Anche Rino Piccinnu, amministratore straordinario della Provincia, pur non avendolo mai conosciuto di persona, si è unito al coro di elogi, ricordando i suoi familiari e lui stesso che “hanno lavorato grazie alla Costa Smeralda. anche come camerieri”. Sulla stessa lunghezza d’onda, i tre componenti del gruppo di minoranza del consiglio comunale. Rino Cudoni ha ricordato che “essendo nato nel 1965, sono un figlio della Costa Smeralda. Da allora, il progetto visionario del giovane principe ha dato gambe alla Sardegna e come un fiume in piena ha trasformato questo lembo di Gallura in un centro turistico d’eccellenza conosciuto in tutto il mondo”. Fabio Fresi, nella sua serie di lucide argomentazioni a favore del principe, ha messo in rilievo l’importanza di una raccomandazione fatta dall’Aga Khan in persona, durante una visita ad Arzachena: “Ricordatevi di fate studiare i vostri figli, perché senza gli studi non si va da nessuna parte”. Anche Francesca Pileri ha aggiunto il suo “sì agli investimenti realizzati nel territorio da quest’uomo illuminato”.

Dopo gli interventi di Franco Carraro e Mario Ferraro, rispettivamente presidente e ad della Smeralda Holding (qualcuno, tra il pubblico, si è chiesto il motivo per cui i rappresentanti degli attuali proprietari della Costa Smeralda sedessero accanto ai rappresentanti delle istituzioni), è stata la volta degli ex sindaci, fatti (giustamente) accomodare in prima fila nella zona riservata al pubblico. Anche Giovanna Pileri, Tino Demuro, Pasquale Ragnedda e Battista Orecchioni hanno detto la loro, sottolineando il modo corretto e leale in cui le loro amministrazioni si sono confrontate con il principe e i suoi collaboratori, mentre – forse per un malinteso – il microfono non è stato passato a Piero Filigheddu (amico personale dell’Aga Khan) che ha quasi timidamente alzato la mano per chiedere la parola e probabilmente non è stato visto. Hanno infine parlato l’ex assessore regionale all’urbanistica Antonio Satta e il rappresentante del comune di Olbia Vanni Sanna.
Nel pubblico c’erano altri sindaci: a partire da quello di Tempio Gianni Addis, per proseguire con Francesco Manna (Palau) e Francesco Lai (Loiri Porto San Paolo). C’era l’architetto Enzo Satta, uno dei principali collaboratori di Karim, e il presidente del Consorzio Costa Smeralda, Renzo Persico, il quale – confidano alcuni suoi amici – avrebbe voluto raccontare qualche aneddoto sul principe, che conosceva da 25 anni (chissà, forse si aspettava di essere invitato a occupare un posto nel settore riservato alle istituzioni).


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